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Torna a splendere il tabernacolo di via dell’Agnolo grazie ai Friends of Florence

I tabernacoli sono una delle espressioni più caratteristiche dell’identità fiorentina: piccoli luoghi di devozione popolare disseminati lungo strade, piazze e angoli della città, nati per accompagnare la vita quotidiana dei cittadini. Un patrimonio devozionale unico ma fragile

A Firenze nel tratto di via dell’Agnolo più vicino ai viali di circonvallazione, si può ammirare un grazioso tabernacolo di medie dimensioni, con una Crocifissione con Sant’Antonio Abate e Santa Verdiana.

Dopo anni di incurie che lo avevano gravemente danneggiato, grazie al sostegno di Friends of Florence e al Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli degli Amici dei Musei e Monumenti Fiorentini, il tabernacolo è stato oggetto di un approfondito restauro che lo ha riportato in vita.

Al momento dell’inizio dei lavori, la situazione conservativa appariva fortemente compromessa: sollevamenti della pellicola pittorica, patine alterate, ridipinture, distacchi degli intonaci e sistemi di protezione inadeguati.

L’intervento, eseguito dal restauratore Bartolomeo Ciccone, ha interessato l’affresco custodito all’interno attribuibile a un pittore fiorentino di fine Cinquecento, probabilmente vicino alla scuola di Andrea del Sarto.

Il restauro è stato preceduto da indagini diagnostiche in luce visibile e ultravioletta. Successivamente si è proceduto alla stabilizzazione della pellicola pittorica, alla pulitura, alla rimozione di elementi incongrui, al recupero degli apparati lapidei e alla reintegrazione pittorica finale.

Tra gli interventi più significativi c’è stata anche la realizzazione di un nuovo sportello protettivo con vetro extra chiaro anti-sfondamento.

“Siamo molto felici di aver sostenuto il restauro del Tabernacolo di via dell’Agnolo perché abbiamo contribuito al recupero di un’opera di devozione popolare, che custodisce in sé un pezzo di storia, arte e spiritualità di questa parte di Firenze. – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence – Sostenere il recupero dei tabernacoli significa prendersi cura di una bellezza fragile ma fondamentale, che racconta un volto autentico della città e il rapporto profondo tra arte, comunità e memoria. Per questo ringraziamo il Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli, Gli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini per averci coinvolti in questo progetto, Bartolomeo Ciccone e tutti i professionisti che hanno realizzato il restauro. Il nostro grazie più profondo va anche al Florence Chapter che, con questo decimo restauro, continua il proprio impegno per i Tabernacoli fiorentini.”

Il tabernacolo

All’interno del tabernacolo si trova un pregevole affresco raffigurante una Crocifissione con sant’Antonio abate e santa Verdiana.

Al centro si trova un Cristo crocifisso patiens, col capo reclinato verso il basso, in atteggiamento di dolorosa accettazione della morte, per compiere fino in fondo la sua missione sulla terra.

Ai lati della Croce, inginocchiati ai piedi di essa, vi sono le figure dei due santi, entrambi rappresentati in atto di adorazione del Cristo crocifisso: a sinistra sant’Antonio abate, col suo tradizionale abito bruno ed il bastone in mano, a destra invece santa Verdiana, vestita da monaca vallombrosana, con una corona sul capo e nella mano destra un libro aperto.

L’opera è attribuibile ad un pittore fiorentino di fine XVI secolo, probabilmente della scuola di Andrea del Sarto, il pittore “senza errori”, come lo definì Vasari.

Il tabernacolo ha una cornice esterna in pietra serena, decorata a bassorilievo con motivi a spirale, all’altezza dei capitelli, e col trigramma raggiato di Cristo sulla chiave dell’arco, e delimitata sul lato inferiore da una base modanata poggiante su due mensole anch’esse in pietra.

In alto, sopra alla cornice in pietra, vi è ancora il braccio metallico dell’antica lanterna che un tempo illuminava il tabernacolo.

Firenze e i suoi tabernacoli: sono oltre 1200

I tabernacoli sono una delle espressioni più caratteristiche dell’identità fiorentina: piccoli luoghi di devozione popolare disseminati lungo strade, piazze e angoli della città, nati per accompagnare la vita quotidiana dei cittadini.

Firene ne conserva oltre milleduecento diffusi sul territorio, un patrimonio devozionale unico, ma fragile.

Per tutelarlo, nel 1991 è nato il Comitato per il Restauro e Decoro dei Tabernacoli (in seno agli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini), che unisce istituzioni cittadine, storici dell’arte e le eccellenze dell’Opificio delle Pietre Dure.

Non disponendo di fondi propri, il Comitato fa da ponte tra mecenati, istituzioni e giovani restauratori, tessendo una fitta rete di collaborazioni locali e internazionali.

Oggi la tutela sposa la tecnologia: grazie a targhe con QR code, cittadini e turisti possono scoprire la storia di questi piccoli gioielli direttamente sul proprio smartphone, trasformando le strade di Firenze in un museo diffuso, interattivo e accessibile.

Durante il consolidamento

 

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