Francesca Mannocchi è la vincitrice del premio Viareggio-Rèpaci 2026 per la Poesia. La giuria presieduta da Paolo Mieli ha premiato Crescere, la guerra (Einaudi), un’opera che entra nei conflitti affidando il racconto alla poesia.
La giornalista ha vinto la competizione che vedeva una terna che comprendeva anche Lucia Re con E’ terra bruciata (Valigie Rosse) e Davide Rondoni con Sette canti contro lo Scontento (Garzanti). L’assegnazione del premio per la poesia segue quella della sezione saggistica, vinta da Pierluigi Battista con Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana (La nave di Teseo).
Venerdì 24 luglio ci sarà la proclamazione del vincitore della narrativa durante la serata finale al Belvedere delle Maschere a Viareggio. A contendersi il riconoscimento sono La vita giovane di Mattia Insolia (Mondadori), L’imperdibile di Eleonora Marangoni (Feltrinelli) e La santa degli altri di Anna Voltaggio (Neri Pozza).
Una giornalista al fronte
Francesca Mannocchi ha raccontato negli ultimi anni alcuni dei principali scenari di crisi internazionale, dall’Iraq alla Libia, dal Libano alla Siria, dallo Yemen all’Afghanistan, fino all’Ucraina e alla Palestina, collaborando con numerose testate italiane e internazionali. Ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo lavoro e ha diretto il documentario Isis, Tomorrow, presentato alla 75/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al documentario Lirica Ucraina, vincitore del David di Donatello 2025. Autrice di sei libri, ha pubblicato per Einaudi Io Khaled vendo uomini e sono innocente, vincitore del Premio Estense, Bianco è il colore del danno e, nel 2026, Crescere, la guerra.
Nell’opera vincitrice, Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolti come giornalista nei luoghi dei conflitti di cui è stata testimone diretta. I racconti vengono elaborati con la poesia e riproposti come una ricerca umana, per interrogare il senso stesso dell’umanità. Una raccolta che sfida quasi il lettore, non offre rifugi consolatori o risposte semplici, ma lo invita ad affrontare ed entrare nel dolore dell’altro senza distogliere lo sguardo.
Il premio Città di Viareggio a Marsili
La serata del 23 luglio ha visto anche la consegna del Premio Città di Viareggio 2026 a Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, al quale è stato riconosciuto, si legge in una nota, “il costante impegno nella promozione della cultura, nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico e nella capacità di trasformare la cultura in un motore di crescita, coesione sociale e sviluppo per il territorio”.
Dopo il conferimento del riconoscimento, Marsili ha tenuto una lectio magistralis accolta da lunghi applausi.
