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Filo, memoria e futuro: il Punto Tavarnelle torna a vivere con il sostegno della Regione

Riparte a marzo 2026 il percorso formativo gratuito che custodisce una tradizione artigianale unica in Toscana. Un progetto che unisce generazioni, comunità e creatività femminile. Manetti: “Una storia straordinaria”

merlettaie tavarnelle

Un punto dopo l’altro, una mano che disegna l’altra che crea, una passione contagiosa che si condivide, costruisce amicizie e rinsalda i legami. Il Punto Tavarnelle, progetto ideato e realizzato dal Comune di Barberino Tavarnelle, scrive una nuova pagina di vita di comunità insieme alla Regione Toscana grazie all’iniziativa formativa e culturale, “Impara l’arte con il Punto Tavarnelle”.

A marzo 2026 partirà, infatti, una nuova edizione dell’attività di formazione gratuita per l’apprendimento degli strumenti e delle tecniche di realizzazione del pregiato merletto in collaborazione con Chiantiform, l’agenzia formativa della quale fa parte il Comune di Barberino Tavarnelle.

La rinascita del merletto

Grazie alla partecipazione attiva di tante cittadine di Barberino Tavarnelle sta tornando in auge questo prezioso ricamo, nato dalle mani e dall’abilità creativa delle pioniere del pizzo locale all’alba del secolo scorso. Oltre sessanta le merlettaie, giovani, adulte e anziane dai 30 agli over 80, che hanno appreso i segreti dell’arte dell’ago e del filo e hanno affinato gli strumenti e le conoscenze del lavoro su foglio, come lo chiamavano le nonne del paese, noto in tutto il mondo per essere stato ‘calzato’ dalle grandi star del cinema internazionale a metà del secolo scorso.

“Una storia straordinaria”

“Quella del ricamo delle donne di Tavarnelle – ha commentato l’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti- è una storia straordinaria che arriva fino a Hollywood e che affonda le sue radici all’inizio del Novecento, quando una suora iniziò a insegnare questa tecnica a tante giovani ragazze. Non fu soltanto la nascita di una grande tradizione artigianale, ma anche un importante percorso di emancipazione femminile, che offrì alle donne l’opportunità di lavorare e conquistare una propria autonomia economica. Una tradizione che, negli anni, fu scoperta anche da Salvatore Ferragamo, che ne valorizzò l’eccellenza realizzando scarpe ricamate uniche, indossate poi dalle star di Hollywood. È una storia emblematica di come tradizione, sogno e crescita del ruolo della donna si intreccino lungo tutto il Novecento, fino ad arrivare a oggi, con figure femminili sempre più indipendenti e protagoniste. Il nostro compito – ha sottolineato Manetti – è valorizzare questo patrimonio guardando al futuro: tramandarlo attraverso l’insegnamento, sostenere la passione delle tante donne che ancora oggi a Tavarnelle custodiscono questa arte e accompagnare progetti che tengono insieme passato, presente e prospettiva. Come Regione Toscana continueremo a sostenere questo percorso, perché dentro questa tradizione c’è identità, lavoro, cultura e sviluppo”.

Una pratica che oggi è diventata quotidiana

La pratica del merletto ha piantato radici a Barberino per iniziativa di una suora che lo insegnava come attività educativa presso l’asilo “Vincenzo Corti” di Tavarnelle per poi tradursi in una forma di impiego e un’espressione del lavoro femminile nell’immediato dopoguerra. “Coniugare i valori del passato con lo slancio, l’entusiasmo e l’energia delle merlettaie del presente – ha dichiarato il sindaco David Baroncelli – è l’obiettivo del nostro progetto che mira a valorizzare e promuovere il Punto Tavarnelle, simbolo di identità locale, in chiave contemporanea”.

I corsi in partenza a marzo saranno tenuti da Sabina Pelli, Franca Conforti, Maria Canocchi e Katiuscia Iacopozzi. L’attività di formazione si tiene nei locali comunali utilizzati dalle associazioni locali in piazza della Repubblica, a pochi passi dal palazzo comunale di Tavarnelle. Le iscrizioni alla prossima edizione della scuola sono aperte: Chiantiform Tel. 055.8294624, info@chiantiform.it

“La scuola ha visto gradualmente negli anni aumentare il numero delle iscritte – precisa l’assessore alle Tradizioni popolari Paolo Giuntini – crediamo fermamente nella funzione sociale di questo percorso e nella possibilità che il Punto Tavarnelle, utilizzato nel passato come brand per l’haute couture, possa tornare a generare opportunità di crescita e sviluppo professionale. La collaborazione con la Regione Toscana ci permetterà di contribuire a rendere sempre più longeva la storia di questo pregiato pizzo che vuole dialogare con i linguaggi della modernità, guidati dalla bussola della tradizione puntiamo lo sguardo sull’innovazione e le idee di coloro che vorranno coltivare il nostro ricamo come strumento di memoria con cui progettare il futuro”.

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