Per il Coronavirus slitta il Palio di Siena: la decisione non è definitiva

Deciso lo spostamento delle due carriere al 22 agosto e al 26 settembre ma tutto dipenderà da come si evolve la situazione: era dalla Seconda Guerra Mondiale che non veniva rinviato un palio

Il Coronavirus fa slittare anche il Palio di Siena, sia quello di luglio che quello di agosto. Ieri il Comune e il Magistrato delle Contrade hanno deciso lo slittamento delle due carriere a causa dell'emergeza sanitaria in corso, stabilendo comunque che "la decisione finale, riguardo all'effettivo svolgimento delle carriere" verrà presa "nell'arco temporale dal 10 al 15 maggio, confrontandosi anche con tutte le istituzioni interessate. Tutto ciò qualora vi fosse la possibilità di svolgere in maniera regolare e nelle forme consuete, con la partecipazione del popolo, le feste della nostra città".

In particolare il Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, secondo lo slittamento previsto si dovrebbe correre il 22 agosto, mentre quello del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta, il 26 settembre.
Non succedeva dalla Seconda Guerra Mondiale: il palio infatti non venne corso dal 1940 al 1944 e nel 1945 i senesi organizzarono ben tre carriere per rifarsi del tempo perduto, la terza fu quella straordinaria del 20 agosto ribatezzata il Palio della Pace.

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"Qualora il Governo dovesse allungare i tempi delle disposizioni relative alle limitazione dei rapporti interpersonali - si spiega poi in una nota diffusa dal Comune - verrà valutata la possibilità di annullare del tutto i due palii; in alternativa di effettuarne uno straordinario nel caso vi fossero le condizioni sia sociali che del rito, e cioè che non si svolga a 'porte chiuse', che giustifichino la realizzazione nella parte finale della stagione".
La decisione di Comune e Magistrato delle contrade è stata presa dopo la riunione stamani con i priori.

Le due istituzioni hanno poi fatto sapere che tutte le feste titolari delle contrade comprese le manifestazioni e feste collegate sono annullate "in ragione del fatto che gran parte di esse ricadono in un arco temporale per il quale è vietata ogni forma sociale di attività che comporti la vicinanza fra persone". "Una decisione unanime e dolorosa - spiega l'amministrazione comunale - presa con forte rammarico nell'esclusivo sentimento di unità, solidarietà tra tutte le consorelle".

02/04/2020