I lavori per il nuovo pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni di Dio a Torregalli partiranno entro settembre 2026 e saranno completati per dicembre 2029 per un costo complessivo di circa 50 milioni, di cui 40 già stanziati, risorse interamente regionali.
Lo hanno annunciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute, Monia Monni.
“Un progetto che abbiamo dovuto costruire passo per passo – le parole del governatore – che dai primi 10 milioni come era stato ipotizzato, vede oggi partire la gara con una prospettiva di 40 milioni” di euro, per i primi due lotti, ma che “richiederà un’implementazione che ci porterà a 50 milioni di costo complessivo”.
Coperture, sottolinea, “che ho dovuto rigenerare per tre volte con variazioni di bilancio, l’ultima approvata la settimana scorsa in giunta con risorse puramente regionali”. Anche per questo, ha concluso, “posso annoverare tra i successi di questa giunta il risultato di un Torregalli che a tre anni dalla partenza dei lavori potrà essere inaugurato e rappresenta forse l’intervento di maggiore significato nel contesto dei prossimi anni sull’edilizia ospedaliera”.
L’assessora Monni ha spiegato che il termine per presentare le offerte scade a febbraio 2026, l’aggiudicazione è per giugno. “Vedremo finalmente un pronto soccorso moderno e funzionante. I lavori sono organizzati in tre lotti, noi abbiamo finanziato i primi due, la costruzione dell’involucro per un importo di 32,7 milioni e la rifinitura e l’attrezzatura del piano interrato, dove ci sono i servizi, gli spogliatoi e tutto ciò che serve a far vivere una struttura sanitaria” per 8,7 milioni.
Al primo piano si troveranno le terapie subintensive, la terapia intensiva, le sale operatorie; per questo lotto la copertura è ancora parziale. Previsti spazi separati tra bassa e alta intensità.
“Si tratta di un intervento funzionale, molto moderno e avanzato anche tecnologicamente, che dialogherà con le strutture di sanità territoriale che stiamo cominciando a realizzare con tempi molto stretti, perché i pronti soccorso vanno migliorati, certamente, ma vanno anche decongestionati” ha concluso l’assessora.
Sono anche previsti ulteriori parcheggi, in modo da rendere adeguata la struttura anche da un punto di vista logistico.

“Con il via libera alla pubblicazione della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori – commenta il direttore generale della Asl Toscana centro, Valerio Mari – compiamo un ulteriore passo verso la realizzazione di un nuovo modello di emergenza-urgenza che risponderà in modo più efficace alle esigenze sanitarie del territorio. La nuova struttura – aggiunge – doterà l’area fiorentina di una soluzione moderna, efficiente e perfettamente integrata con l’attuale presidio. La riorganizzazione degli spazi consentirà di ampliare i reparti, potenziare i servizi e adeguarli alle più recenti modalità di diagnosi e cura, con un miglioramento complessivo della funzionalità dell’ospedale. Inoltre il nuovo Dea integrerà tecnologie digitali avanzate, garantendo continuità assistenziale e livelli più elevati di sicurezza per pazienti e operatori”.
Il primo progetto del nuovo Dea fu presentato due anni fa e prevedeva un nuovo edificio su tre livelli sul retro dell’attuale nosocomio, con diagnostica avanzata al piano interrato, Dea al piano terra e dipartimento materno-infantile al primo.
Successivamente la priorità sanitaria è diventata però la realizzazione di un’unica area critica integrata, più funzionale alla fase post-pandemica: un’area, al primo piano, dove conviveranno terapia intensiva, sub-intensiva, degenza chirurgica complessa, radiologia interventistica e blocco operatorio, strategica per la gestione delle emergenze complesse e dei percorsi clinici dove il tempo diventa una variabile importante.
Il nuovo complesso avrà una superficie di circa 13 mila metri quadri, oltre alla sistemazione delle aree esterne. Il piano interrato ospiterà la risonanza magnetica, oltre a spogliatoi, depositi e locali tecnici.
Al piano terra troveranno spazio pronto soccorso, osservazione breve intensiva, unità di alta dipendenza (Hdu), diagnostica per immagini e studi medici, oltre a uffici direzionali e di coordinamento. L’area critica occuperà il primo piano.
Bracciali elettronici, app e tecnologia, viene spiegato, aiuteranno anche a gestire in modo più pronto le informazioni sulle persone ricoverate ai familiari in sala di attesa.