Rendere gli allevamenti ittici più sostenibile riducendo l’uso di antibiotici grazie a fitobiotici di origine naturale, come gli oli essenziali di limone, timo e rosmarinmo. Si chiama Source (Sustainable and innOvative blUe food pRoduCtion under one hEalth approach,) ed è il nuovo progetto di ricerca triennale coordinato dall’Università di Pisa finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza con oltre 1,3 milioni di euro.<
L’obiettivo è sviluppare modelli innovativi di acquacoltura che integrino benessere animale, tutela dell’ambiente e sicurezza alimentare.. In particolare, come viene spiegato dall’Ateneo, “attraverso la combinazione di approcci nutrizionali, ecotossicologici, immunologici, il progetto valuterà gli effetti su specie chiave dell’acquacoltura mediterranee come orata, mitilo e vongola. A livello di ricadute generali, ridurre l’uso di antibiotici significa contrastare il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza, limitare la dispersione di residui farmacologici negli ecosistemi e offrire ai consumatori alimenti più sicuri e sostenibili”.

L’Italia, insieme alla Spagna, la Francia e la Grecia, è fra i paesi europei con il numero maggiore di allevamenti. “Negli ultimi dieci anni la richiesta di alimenti provenienti da questo mondo è aumentata del 122% – spiega la professoressa Valentina Meucci del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Ateneo – Ovviamente a questo si accompagnerà un uso maggiore di antibiotici che potrà influire in maniera negativa sulla nostra salute, da qui la necessità di intervenire”.
Il progetto SOURCE è guidato dalla professoressa Lucia De Marchi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, che coordinerà un lavoro multidisciplinare basato su studi in vitro e in vivo, analisi ecotossicologiche e valutazioni nutrizionali allo scopo di definire linee guida concrete per un’acquacoltura più sostenibile. “Source non è solo un progetto scientifico, ma anche un percorso di responsabilità sociale – sottolinea Lucia De Marchi – Accanto alla ricerca sui fitobiotici, puntiamo molto sulla divulgazione e sul dialogo con le comunità costiere e con gli operatori del settore, perché l’acquacoltura sostenibile riguarda tutti: è una leva fondamentale per garantire cibo sano, tutelare l’ambiente marino e costruire un modello di alimentazione davvero orientato al futuro. La nostra speranza è dunque quella di portare in tavola un prodotto più sano e di commercializzare questi mangimi alternativi cercando di coinvolgere l’intera filiera ittica dal produttore al consumatore”.