Produzione in calo, ma qualità alta. È il dato che accomuna Chianti e Morellino di Scansano. Ma se per il primo, più vocato all’export, la strategia è migliorare la posizione su nuovi mercati, come Africa e India, per il secondo l’obiettivo è consolidarsi sul mercato interno e le vendite in aumento lo confermano.
Strategie presenti e future che sono state discusse alla Fortezza da Basso di Firenze nel corso dell’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, appuntamento dedicato alla stampa nazionale e internazionale per presentare le nuove annate: Chianti D.O.C.G. 2025, Chianti Superiore 2024, Chianti Riserva 2023, Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023.

L’evento è stato anche l’occasione di fare il punto sulle prospettive produttive e commerciali delle due denominazioni insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras. “l mondo del vino toscano è in grado di affrontare le sfide che lo attendono con grande capacità di interpretare le trasformazioni e adattarsi al meglio – ha detto -. Consorzi, imprese e istituzioni insieme. Oggi dal Consorzio vino Chianti e dal Consorzio del Morellino ci arriva un messaggio positivo: a fronte di una produzione più contenuta, la qualità resta molto alta; e questo grazie alla grandissima professionalità dei produttori toscani”.
Il Chianti guarda a nuovi mercati
La produzione del Chianti si è attestata quest’anno intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione che parlava di circa 750 mila. Una riduzione legata soprattutto all’andamento climatico con le piogge fino a maggio e gli attacchi di peronospora. “Ma non c’è stato un impatto negativo sulla qualità. Anzi, possiamo parlare di un’annata molto buona”, assicura Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.
L’export resta determinante, rappresentando tra il 65% e il 70% della produzione del Chianti. “Malgrado i dazi e le tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti continuano a comprare e le ultime rilevazioni parlano di una flessione minima, intorno all’1%. Non è un dato che giustifichi allarmismi”, continua Busi, che però conferma la strategia del Consorzio: investire su mercati nuovi, come Africa e India, puntare sul Mercosur – soprattutto per allegerire la pressione dei dazi – e sull’Asia (Cina e Vietnam in prima linea).

Il Morellino di Scansano e la nuova menzione “Superiore”
Il Consorzio Morellino di Scansano ha ufficializzato un passaggio significativo per la denominazione: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare che introducono la nuova menzione Superiore, approvata dall’Assemblea nel 2025.
“Un passaggio molto importante nel percorso di crescita qualitativa del Morellino di Scansano. È il risultato di un lavoro condiviso che punta a rafforzare ulteriormente identità, selezione e posizionamento della denominazione sui mercati” ha spiegato il presidente Bernardo Guicciardini Calamai. La nuova menzione Superiore prevede rese più contenute e potrà uscire sul mercato a partire dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia.
Guardando ai numeri, l’andamento climatico del 2025 ha inciso sulle rese delle uve facendo registrare una riduzione significativa della produzione, con un dato definitivo che si attesta intorno ai 75 mila quintali. “L’attenta gestione in vigna e in cantina dei nostri produttori ha consentito di preservare identità, autenticità ed equilibrio che identificano il Morellino di Scansano, mantenendo alta la qualità della produzione” aggiunge Guicciardini Calamai.
Sul fronte vendite, il Morellino ha chiuso lo scorso anno con un incremento progressivo e costante, con una stima del più 5%, confermando il consolidamento sul mercato interno.