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Addio a Gino Paoli il poeta e cantautore contadino che coltivava olivi in Toscana

Dai concerti alla Bussola negli anni ’60 all’amore per gli olivi e per Campiglia Marittima, paese d’origine del padre e del nonno operaio a Piombino, dalla lunga relazione con Stefania Sandrelli, all’ammirazione per il cantautore livornese Piero Ciampi a cui dedicò un album, i legami di Gino Paoli con la Toscana sono molteplici

Gino Paoli

È morto all’età di 91 anni Gino Paoli una delle voci più raffinate e profonde della musica italiana del Novecento.

Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, è stato tra i protagonisti della cosiddetta “scuola genovese”, insieme ad artisti come Fabrizio De André e Luigi Tenco.

Autore di canzoni intrise di poesia, malinconia e introspezione, Paoli ha saputo raccontare l’amore e la vita con uno stile essenziale ma intensissimo. Brani come Il cielo in una stanza, La gatta, Senza fine e Sapore di sale sono diventati veri classici, capaci di attraversare generazioni.

Con la sua voce calda e il suo sguardo disincantato, Gino Paoli ha lasciato un segno indelebile nella storia della canzone d’autore italiana, trasformando emozioni intime in patrimonio condiviso.

Il legame di Gino Paoli con la Toscana

Nonostante fosse nato a Monfalcone e cresciuto a Genova, Gino Paoli aveva un forte legame con la Toscana, terra d’origine della sua famiglia.

Il padre era un ingegnere navale toscano, mentre il nonno era un operaio che lavorava alla Magona di Piombino, originario di Campiglia Marittima.

Nell’intervista rilasciata a Aldo Cazzullo Gino Paoli aveva raccontato “Nonno Gino lavorava alla Magona di Piombino. Sessant’anni di altoforno. Era originario di Campiglia Marittima, dove i bambini scendevano in miniera a cavare il ferro. Vede questo tavolo? Avrebbe potuto spezzarlo con le mani. Erano talmente indurite che ogni tanto si divertiva con me: “Gino, pungimi la mano con un ago!”. Niente, l’ago non lo scalfiva. Il nonno era socialista. Qualche fascista voleva randellarlo, ma i camerati lo dissuasero: “Vuoi andare contro il Paoli? Tu sei matto!”.

Campiglia Marittima Gino Paoli possedeva una villa in cui passava molto tempo con la famiglia e amici. Non solo, poggiati gli spartiti, il cantautore genovese sulle colline a pochi passi dal mare coltivava olivi e frangeva il suo olio. 

In un’intervista rilasciata al giornalista Pino De Pietro aveva dichiarato: “L’ unica fede che ho, la sola vera maestra che ascolto è la natura. Abbiamo un frantoio. Goccia dopo goccia, la vita a contatto con la natura scorre più lentamente, seguendo il ritmo delle stagioni. Se mi trovo in difficoltà, io mi guardo intorno, mi rivolgo alla terra, e trovo tutte le risposte di cui ho bisogno. Occupandosi dell’ uliveto e dell’ olio di famiglia, che ci richiede sempre più impegno, si impara molto anche della vita: l’ olivo per esempio non muore, o comunque non muore mai del tutto, perché la radice sopravvive sempre. Coltivandoli, poi, capisci tante cose, ti danno la coscienza delle stagioni, e il valore dell’ esperienza su cui si basa la saggezza”.

Ma i legami con la Toscana sono molteplici, sia per il grande amore che lo ha legato all’attrice toscana Stefania Sandrelli con cui ha avuto la figlia Amanda, sia per la sua assidua frequentazione del locale la Bussola, in località Le Focette a Pietrasanta, teatro di numerosi suoi concerti nei ruggenti anni ’60. 

Nella sua lunghissima carriera Gino Paoli ha anche celebrato il genio di Piero Ciampi attraverso l’album tributoHa tutte le carte in regola“, reinterpretando i brani del cantautore livornese che ammirava molto.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha espresso il suo cordoglio: “È morto Gino Paoli. Uno dei grandi della musica italiana, autore di canzoni che hanno attraversato generazioni e raccontato emozioni senza tempo. Con la sua voce e le sue parole ha lasciato un segno profondo nella cultura del nostro Paese. Un pensiero di cordoglio alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene.”

La Bussola
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