La prima nascita della stagione dovrebbe avvenire intorno a fine aprile, ma intanto gli esemplari di falco pescatore monitorati dal progetto che comprende il Parco della Maremma, della Corsica e gran parte di quelli della costa toscana e sarda, continuano a deporre uova, ben 21 se si considera l’ultimo deposto alla Feniglia proprio il giorno di Pasqua.
Il progetto per riportare il falco pescatore in Toscana
Il progetto “Falco pescatore” nasce nel Parco della Maremma nel 2004 con l’obiettivo di ricostruire una popolazione nidificante e così, grazie ad una rete che negli anni si è fatta sempre più fitta, nel 2011 c’è stata la prima, storica, deposizione di uova dopo 43 anni di assenza. Oggi il progetto vede la collaborazione di molti enti come, oltre al Parco regionale della Maremma, il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, le Oasi Wwf della Toscana costiera, il Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale di Porto Conte e il Parco nazionale dell’Asinara.
L’attività di monitoraggio consiste nell’identificazione degli esemplari nidificanti e dei nuovi nati attraverso anelli di riconoscimento dotati di sistemi Gps per seguire gli spostamenti, individuarne la posizione in tempo reale, studiare le migrazioni e la biologia della popolazione mediterranea. Fino al 2025 sono nati 122 falchi pescatori italiani, 97 in Maremma e 25 in Sardegna.
La stagione 2026 del falco pescatore
La prima schiusa del 2026, a voler essere precisi, è attesa intorno al 27 aprile proprio al Parco della Maremma. I ricercatori hanno infatti individuato la deposizione di due uova nel nido che si trova vicino alle saline San Paolo, sull’itinerario A7, quello che conduce verso Bocca d’Ombrone.

A deporre le due uova sono stati due falchi pescatori ormai abituali in Maremma: Marion, una esemplare femmina, e il compagno Belloc. La covata delle uova dura, mediamente, 38 giorni. I nuovi nati saranno poi, a circa 42 giorni dalla nascita, marcati con il sistema gps che permetterà di monitorare i loro spostamenti e continuare a raccogliere preziosi dati per lo studio di questo rapace.
“Per il sedicesimo anno consecutivo – spiega Giampiero Sammuri, ideatore del progetto ‘Falco pescatore’ – abbiamo avuto una deposizione di nuovo nel Parco regionale della Maremma”. “Oggi sono già due le uova deposte dalla coppia che, da alcuni anni, sta nidificando nell’area protetta e questo è ovviamente un bel segnale. Seguiremo l’evolversi della situazione, per tutta la stagione riproduttiva, grazie alla telecamera che monitora il nido”. ” È sempre un momento emozionante – aggiunge il presidente del Parco della Maremma Simone Rusci – soprattutto se pensiamo al rischio che questa specie negli anni ha corso e al fatto che, grazie all’impegno di più soggetti, si è riusciti a portare avanti un progetto longevo che ha reso di nuovo il falco pescatore una presenza tra la nostra fauna”.