All’Acquario di Livorno prende il via la fase sperimentale del mesocosmo, la piattaforma avanzata che simula in ambiente controllato le condizioni dell’ecosistema marino e che rappresenta il cuore del progetto europeo AQuaBioS – “La fattoria del mare: per un’acquacoltura biologica e sostenibile”. Coordinato da ISPRA e finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, il progetto punta a sviluppare nuovi modelli di acquacoltura sostenibile nel Mediterraneo, integrando ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale.
“Con il progetto AQuaBioS – ha dichiarato in una nota Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA – l’Istituto rinnova e rafforza il proprio impegno nel promuovere un modello di sviluppo capace di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale. Investire in sistemi di acquacoltura sostenibile significa non solo favorire la resilienza degli ecosistemi marini, ma anche sostenere una crescita economica responsabile, in grado di coniugare competitività, sicurezza alimentare e salvaguardia del patrimonio naturale del Mediterraneo. In questa prospettiva, AQuaBioS rappresenta un passo concreto verso la diffusione di pratiche produttive più efficienti, sostenibili e coerenti con le sfide ambientali e climatiche del futuro“.
Ridurre l’impatto ambientale
Il sistema sperimentale, delimitato da una rete a maglia fine, viene utilizzato per la produzione di zooplancton in ambiente controllato. Al centro della ricerca ci sono microalghe, plancton e copepodi, organismi naturali destinati all’alimentazione delle specie marine allevate, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di mangimi industriali e diminuire l’impatto ecologico dell’acquacoltura.
Le microalghe, oltre all’elevato valore nutrizionale, contribuiscono infatti a migliorare la qualità dell’acqua e ad assorbire CO2, mentre i copepodi rappresentano un elemento fondamentale per l’equilibrio della catena alimentare marina e per il monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi acquatici.

Blue economy sostenibile
Con un budget complessivo di circa 1,8 milioni di euro e una durata di 36 mesi, AQuaBioS coinvolge partner scientifici e industriali provenienti da Toscana, Sardegna, Liguria, Corsica e Région Sud francese.
Tra gli obiettivi del progetto anche il sostegno alle piccole e medie imprese della filiera ittica mediterranea, attraverso il trasferimento di innovazioni biotecnologiche e protocolli sostenibili destinati alla produzione di specie marine alternative come ombrina, ricciola, cefalo e riccio di mare. Una sperimentazione che guarda alla crescita della blue economy e alla conservazione della biodiversità marina del Mediterraneo.