Dopo aver attraversato gli Stati Uniti e conquistato platee internazionali, il chitarrista palermitano Matteo Mancuso fa tappa a Firenze nel pieno di una fase decisiva del suo percorso artistico.
Il tour europeo segue l’uscita di Route 96, secondo album solista che segna un’evoluzione profonda nella scrittura e nella visione musicale del chitarrista sempre più riconosciuto come uno dei musicisti più originali della scena contemporanea.
Classe 1996, tecnica fingerstyle sorprendente e una capacità espressiva che gli è valsa l’ammirazione di maestri come Steve Vai e Al Di Meola, Mancuso si allontana dalla dimensione più istintiva degli esordi per abbracciare una composizione più consapevole, stratificata, dove ogni dettaglio contribuisce a costruire un suono ricco e riconoscibile. Un disco “più pensato”, ma anche – come lui stesso racconta – più sincero.
Il palco resta però il suo habitat naturale: ed è proprio dal vivo che questi brani trovano la loro forma più viva, tra improvvisazione, dialogo e continua trasformazione.
Mercoledì 15 aprile Matteo Mancuso sarà in concerto al Viper Theatre di Firenze, una data organizzata da Empoli Jazz che porta in città un progetto che unisce virtuosismo e ricerca, radici e visione internazionale.
Un’occasione per incontrare da vicino uno dei protagonisti assoluti della nuova chitarra, capace di ridisegnarne i confini senza perdere il contatto con l’essenza più autentica della musica.

Route 96: “Il mio disco più onesto”
Il titolo Route 96 richiama l’anno di nascita dell’artista e la frequenza di campionamento audio a 96kHz consigliata da Steve Vai per la registrazione. “Grazie a questo album credo di conoscermi meglio musicalmente. Ho eliminato molte cose e questo mi ha aiutato a capire cosa amo davvero della musica che compongo e ascolto. Il primo disco nasceva mentre studiavo moltissimo. Ora studio meno, ma ascolto di più ciò che mi attrae davvero. Route 96 è un disco più onesto.”
“Questo album arriva nel momento giusto. – ha raccontato Matteo Mancuso – Nel 2026 sarò molto impegnato in tour, ma non voglio portare sul palco i brani del primo disco. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo e più fresco. Le idee qui sono più originali, melodicamente più forti. C’è maggiore esplorazione dal punto di vista armonico. Penso che questo disco rappresenti molto meglio chi sono musicalmente. Il primo disco era più una jam continua finché non succedeva qualcosa; questo invece è stato molto più pianificato”, spiega Mancuso.
L’album si apre con Solar Wind, che vede la partecipazione speciale del pluripremiato ai Grammy Steve Vai. “Averlo nel disco è stato un grande onore”, racconta Mancuso. “Solar Wind è un brano molto speciale per me. Steve ha portato una nuova dimensione al pezzo. Durante la composizione ascoltavo molto i suoi album, come Passion And Warfare. Mi ha mandato le sue parti in poche settimane ed è stato spettacolare. Non volevo qualcosa di troppo “shreddy”, ma melodico, pur restando inconfondibilmente alla Vai”.
Tra gli ospiti figurano anche Antoine Boyer, che porta il suo tocco gypsy jazz in Isla Feliz, primo singolo che ha anticipato l’album nel mese di gennaio, e il tastierista Valeriy Stepanov nella cover di The Chicken di Pee Wee Ellis, già interpretata da Mancuso nel 2017 su YouTube.
“Antoine era perfetto per quel brano grazie alle sue influenze latine e gypsy», spiega. “Volevo anche qualcuno che rappresentasse la nuova generazione, è più o meno mio coetaneo. La mia versione del 2017 di The Chicken era ispirata proprio a Stepanov. Ho deciso di registrarla come bonus track perché molti la cercavano su Spotify e non era disponibile. È la versione migliore e più folle che abbia mai fatto, con un forte spirito jazz fusion”.
Biglietti: https://www.boxol.it/next/it/boxol/select-ticket/599238/biglietti-matteo-mancuso-route-96-tour