A San Casciano, nella sezione di Arte Contemporanea del Museo Giuliano Ghelli, arriva “Grappoli di EnoArte®”, la mostra dell’artista toscana Elisabetta Rogai. Le opere sono realizzate con una innovativa tecnica pittorica, registrata ufficialmente dall’artista nel 2011, che consente di dipingere usando il vino al posto dei colori: il vino, fissato sulla tela, assume colori con tonalità diverse a seconda delle caratteristiche dei vini e dei tipi di vitigni utilizzati. L’esposizione è stata presentata in Regione, alla presenza dell’assessora alla cultura Cristina Manetti.

Curata e allestita dall’architetta Monica Baldi, la mostra raccoglie le opere che la pittrice ha realizzato negli ultimi quindici anni. Vengono esposte tele pitturate con tecnica EnoArte® e mista, con colori a olio su tela e su denim e in sette originali schegge di marmo bianco di Carrara e travertino, dipinte con la tecnica EnoArte® e colori a olio.
“Elisabetta Rogai – dice l’assessora Manetti – ha un percorso artistico molto interessante, soprattutto nell’evoluzione dell’EnoArte®. Attraverso la pittura del vino, in un territorio dedicato come quello di San Casciano, con questa mostra si realizza una chiusura del cerchio perfetta. Per questo ringrazio il sindaco Roberto Ciappi, che dà voce e spazio a una grande artista figlia della Toscana. Invito tutti ad andare a vedere le opere di Elisabetta Rogai, anche per scoprire il bel luogo che la ospita, dedicato al Maestro Ghelli, proprio nel centro di San Casciano”.
Un ritorno a casa per l’artista. “Dopo aver allestito mostre nazionali e internazionali – commenta Elisabetta Rogai – sono felice di esporre nel museo del mio territorio di residenza, diventato il mio luogo dell’anima. Mi sento avvolta da profumi, colori e suoni. Vivo tra le vigne. Tutto questo ispira la mia arte e nella fattispecie la mia EnoArte®”. “Il linguaggio, intimo e poetico, di Elisabetta Rogai – sottolinea il sindaco Ciappi – coniuga la sperimentazione pittorica alla valorizzazione di un patrimonio identitario noto in tutto il mondo e all’utilizzo in chiave culturale di alcuni dei prodotti simbolo della Toscana, il vino e altri materiali vivi, emozionali, che raccontano le radici della nostra regione”.
La mostra rimarrà aperta fino al 20 giugno 2026.