Cultura/

Arte, un nuovo portale web per la Casa Museo Rodolfo Siviero

Percorsi digitali, opere e archivi raccontano la storia del protagonista del recupero dei beni trafugati durante la guerra. Giani: “Siviero scelse di legare il proprio patrimonio alla Regione Toscana. Noi proseguiamo su questa strada con un investimento di oltre 3 milioni di euro per la ristrutturazione del villino”

Rodolfo Siviero - © casamuseosiviero.toscana.it

Un percorso tra fascismo e Repubblica fra capolavori salvati, servizi segreti e relazioni internazionali

Casa Museo Rodolfo Siviero, il villino sul Lungarno Soderini a Firenze interessato fino al 2027 da un importante intervento di restauro e riqualificazione, da oggi ha un nuovo portale di informazione e interazione sulla raccolta dei beni storico artistici e documentari prodotti dall’attività del Ministro plenipotenziario a capo della Delegazione per le restituzioni delle opere d’arte.

casamuseosiviero.toscana.it è il nome del nuovo portale dedicato alla Casa Museo Rodolfo Siviero. Siverio (1911–1983), è stato un agente dei servizi d’informazione, partigiano e ministro plenipotenziario della Repubblica, è stato il principale artefice del recupero in Italia di centinaia di opere sottratte prima e durante la Seconda guerra mondiale. A capo della Delegazione per il recupero delle opere d’arte del Ministero degli Esteri, seppe unire competenze diplomatiche, investigative e storico-artistiche, contribuendo in modo decisivo a costruire una nuova coscienza culturale nel Paese. La sua scelta di donare alla Regione Toscana la casa e la collezione personale ha trasformato il villino ottocentesco in un luogo simbolo della memoria e della tutela del patrimonio .

“Siviero scelse consapevolmente di legare il proprio patrimonio alla Regione Toscana – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – anche grazie al rapporto con l’allora presidente della Regione Mario Leone. Oggi noi proseguiamo quella scelta con un investimento di oltre 3 milioni di euro per la ristrutturazione in corso. La casa diventerà parte di un sistema più ampio, collegato a piazza Poggi, al futuro Museo dell’Acqua e agli interventi sulla Pescaia di San Niccolò, configurandosi come una vera e propria cittadella culturale “.

La Casa Museo Rodolfo Siviero è molto più di una raccolta di opere d’arte. Ogni suo angolo racconta una storia. La storia di un uomo che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano .  Tra le mura di una dimora storica si respira l’atmosfera di un’epoca e si scoprono i valori che hanno ispirato Siviero nella sua lotta contro il fascismo, il nazismo e il saccheggio delle opere d’arte. “È la dimostrazione – ha aggiunto Giani – di quanto Siviero abbia visto lontano: la sua residenza, simbolo dell’impegno straordinario per il recupero delle opere trafugate durante il nazifascismo, torna a vivere. Con questo portale anticipiamo idealmente la riapertura, offrendo già da ora la possibilità di conoscere un patrimonio che presto sarà nuovamente accessibile dal vivo”.

Il portale si presenta come un vero e proprio ambiente digitale di esplorazione e conoscenza. Attraverso percorsi narrativi, schede delle opere, documenti d’archivio e fotografie, sarà possibile approfondire la storia della collezione e delle opere scomparse e recuperate , oltre al contesto storico italiano ed europeo in cui Siviero operò.

“Da oggi possiamo visitare, almeno virtualmente, la Casa Museo – ha aggiunto l’assessora alla Cultura Cristina Manetti – un museo regionale la cui apertura è prevista per l’inizio del 2027. Il portale permette di entrare negli spazi del museo e scoprire alcune opere importanti, tra cui lavori di Giorgio De Chirico, insieme a un nuovo allestimento dedicato a una figura affascinante e complessa. Siviero fu un protagonista fondamentale nel recupero delle opere d’arte trafugate durante la guerra: un impegno che merita di essere conosciuto e raccontato. Il sito consente non solo di vedere le opere, ma anche di approfondire la storia di questo personaggio straordinario. Ci saranno anche elementi curiosi, come l’automobile di Siviero restaurata. È uno strumento prezioso per valorizzare la memoria che la Regione continua a custodire e promuovere” .

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