La storica Chevrolet Stylemaster Sport Sedan del 1947 appartenuta a Rodolfo Siviero è in restauro presso la Carrozzeria Dimar a Monte San Savino.
Siviero è chiamato lo 007 dell’arte per il suo ruolo chiave nel recupero delle opere d’arte trafugate dai Nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Ha donato la sua collezione di opere d’arte e la sua casa alla Regione Toscana che ne ha fatto un museo.
L’auto sarà esposta nel 2027 nel cortile della Casa Museo a Firenze sul Lungarno Serristori, una volta terminati i lavori che riguardano tutto l’edificio.
L’assessora regionale Cristina Manetti insieme al direttore di Casa Siviero Gabriele Mazzi ha visitato la carrozzeria per seguire da vicino le fasi dei lavori e ha dichiarato: “Questa macchina, con cui Siviero ha recuperato centinaia di opere d’arte, diventerà il simbolo della sua straordinaria storia e del Museo Casa Siviero. Sarà una sorta di mascotte capace di raccontare e promuovere la sua attività. Stiamo anche valutando iniziative dedicate che possano portarla in viaggio tra i musei che oggi custodiscono le opere da lui recuperate”.
La Chevrolet di Rodolfo Siviero: testimone della storia
La Chevrolet non è solo un’automobile d’epoca, ma un vero e proprio testimone della storia del dopoguerra. Assegnata inizialmente al Governo Militare Alleato e poi al Ministero degli Affari Esteri, fu utilzzata da Siviero tra il 1947 e il 1970 con targhe diplomatiche statunitensi, nelle sue missioni istituzionali, spesso delicate, per riportare in Italia capolavori dispersi tra depositi, frontiere e collezioni straniere.
Dopo anni di servizio, il veicolo fu custodito nelle rimesse di Palazzo Pitti fino ai primi anni Novanta, quando venne dismesso e acquistato da un privato per 6milioni di lire. Il restauro avviato allora rimase incompiuto, fino alla recente acquisizione da parte della Regione Toscana, che ha deciso di restituirlo alla collettività.
Oggi, grazie anche alla documentazione storica conservata – fotografie, corrispondenza e materiali d’archivio – è possibile procedere a un restauro conservativo accurato.
La vettura, riconosciuta come bene culturale, è un simbolo concreto della ricostruzione culturale dell’Italia nel secondo dopoguerra.
