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Dalla pet therapy ai cani da soccorso: come gli animali migliorano la nostra vita (e a volte la salvano)

In Toscana, come nel resto del Paese, crescono i progetti che vedono gli animali protagonisti: dalla Protezione Civile agli ospedali, fino alla formazione dei cani guida per persone non vedenti

Tra le macerie di un terremoto o accanto a un letto d’ospedale, il loro intervento fa sempre la differenza. È vero, non hanno il dono della parola, ma possono comprendere e comunicare meglio di chiunque altro, sanno orientarsi e, soprattutto, creare relazioni con gli esseri umani. Gli animali, in particolare i cani, sono oggi alleati fondamentali in molte attività, dal soccorso alla terapia, fino all’assistenza quotidiana.

In Toscana, come nel resto d’Italia, crescono i progetti che vedono protagonisti gli amici a quattro zampe: basti pensare alle unità cinofile impegnate nelle emergenze, ai percorsi di supporto nelle strutture sociosanitarie, oppure alla formazione dei cani guida presso la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi.

Cani che salvano vite

Tra gli ambiti più noti c’è quello del soccorso e della ricerca, dove le unità cinofile rappresentano una risorsa decisiva nelle situazioni di emergenza. Coordinati dalla Protezione Civile e affiancati da associazioni specializzate, questi cani sono addestrati per individuare persone disperse in vari contesti: tra le macerie di un terremoto, nelle aree boschive, in montagna. Il loro punto di forza è l’olfatto, capace di riconoscere tracce umane anche a distanza di ore o giorni, ma altrettanto fondamentale è il lavoro di squadra con il conduttore, con cui instaurano un rapporto basato su fiducia e comunicazione.

Marley supercane sull’elicottero della GdF – © Marley Supercane FB

Nella nostra regione, il loro impiego è sempre più frequente. A questo proposito, merita una menzione speciale la storia di Marley, un cane non vedente diventato famoso sui social, che ha sviluppato una straordinaria capacità di adattamento, affinando gli altri sensi e dimostrando come, con un percorso adeguato, anche situazioni di fragilità possano trasformarsi in risorse. Marley, infatti, affianca il lavoro della Protezione Civile, impegnata quotidianamente in attività di ricerca e soccorso sul territorio.

Pet therapy

Pet therapy: una realtà consolidata anche negli ospedali della Toscana – © Monkey Business Images

Il contributo degli animali si misura anche con la pet therapy: negli ospedali, nelle strutture sociosanitarie, nelle scuole o nei centri di riabilitazione, la presenza di gatti e cani (e non solo) può favorire il benessere emotivo, ridurre ansia e stress e facilitare percorsi terapeutici. Spesso accompagnano i pazienti di tutte le età, dai bambini agli anziani, in attività multidisciplinari.

All’interno dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ad esempio, da poco è entrato Pitagora, un micio rosso e coccolone curato dall’associazione Antropozoa. Grazie a questa sperimentazione, sarà protagonista una volta a settimana in un ambiente igienizzato prima e dopo la sua presenza. Il gatto incontrerà i giovani pazienti individuati da un’equipe composta da medici, infermieri ed esperti.

La pet therapy con gli asini a Torrita di Siena

Dicevamo che la pet therapy interessa anche altri quadrupedi pelosi. È quello che accade nel Comune di Torrita di Siena che ha lanciato un progetto di onoterapia: ragazzi e ragazze, dai 6 ai 14 anni, che si trovano in situazioni di fragilità e vulnerabilità familiare, possono partecipare a un percorso socio-educativo, inclusivo e terapeutico con gli asini.

Nelle campagne toscane, si stanno diffondendo esperienze a contatto con gli alpaca. Questi camelidi, simpatici e curiosi, sono protagonisti di attività all’aria aperta che prevedono trekking e passeggiate guidate, sempre più apprezzate anche dalle famiglie. Sono esperienze che favoriscono il benessere, la socialità e il rapporto con la natura, contribuendo a sviluppare nei più piccoli capacità relazionali e consapevolezza emotiva.

Cani guida e da assistenza

La Scuola cani guida per ciechi di Scandicci: un’ eccellenza nazionale – © Paolo Lo Debole

Un ruolo fondamentale è svolto dai cani guida e da assistenza, indispensabili per l’autonomia delle persone con disabilità, in particolare non vedenti o ipovedenti. Addestrati per accompagnare i loro conduttori nella vita quotidiana, questi cani sono in grado di evitare ostacoli, segnalare pericoli e muoversi in sicurezza.

In Toscana, un punto di riferimento è la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi a Scandicci, l’unica istituzione al mondo completamente gratuita: il suo compito è di fornire cani addestrati alla guida di persone non vedenti. Tra le attività spicca l’affidamento di cuccioli a famiglie volontarie collaboratrici con la Scuola per lo svolgimento del programma di educazione e socializzazione. Da diversi anni sono state introdotte le attività riguardanti gli interventi assistiti con gli animali (Pet therapy) e l’educazione ed addestramento di cani di assistenza per disabili motori.

Cani da allerta medica

I cani da allerta medica

I cani da allerta medica vengono addestrati per riconoscere segnali che spesso sfuggono anche agli strumenti tecnologici. Sono in grado di percepire in anticipo l’arrivo di una crisi epilettica, oppure di rilevare variazioni dei livelli glicemici nelle persone con diabete, intervenendo con comportamenti specifici per richiamare l’attenzione del proprietario o di chi gli sta accanto (caregiver).

Il cane da allerta medica, quindi, offre un aiuto che è di doppia natura: da una parte garantisce autonomia e indipendenza dell’assistito e dall’altra svolge l’essenziale funzione di cane “salvavita”.

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