© Una barca di libri

Cultura /IL PROGETTO

Uno scaffale narrativo ispirato a un timone settecentesco: da Limite sull’Arno arriva “Una barca di libri”

L’installazione in legno, nata dall’esperienza del Museo Remiero e del Centro di Sperimentazione Educativa Maestra Paola Tomassini, sarà presente al Salone del libro di Torino

Un’opera che unisce artigianato, memoria e cultura. Si chiama “Una barca di libri” lo scaffale narrativo ispirato al timone di un navicello fluviale dell’Arno del XVIII secolo. L’installazione in legno è stata trasformata in una vera e propria libreria composta da cinque ripiani capaci di ospitare fino a 25 libri.

Il progetto, che nasce dall’esperienza del Museo Remiero di Limite sull’Arno e del Centro di Sperimentazione Educativa “Maestra Paola Tomassini”, con la cura di Ilaria Alfani e Marzio Cresci, vede protagonista il maestro d’ascia limitese Tito Paroli, figura storica della tradizione cantieristica locale. La realizzazione è avvenuta con il contributo del falegname conosciuto come “Bruschino”.

Le metafora della barca

“Avevo bisogno di una barca per far navigare i libri – racconta Marzio Cresci, ideatore del progetto -. Perché i libri statici sono una cosa, i libri in navigazione sono un’altra: una barca suggerisce rotte, approdi, relazioni, possibilità di incontro“.

“Non potevamo portare in giro una vera imbarcazione – continua – e allora abbiamo pensato a un elemento che ne custodisse tutta la forza simbolica. Così siamo arrivati a questa struttura, capace di diventare non soltanto un contenitore di libri, ma uno sfondo narrativo dove ogni volume acquista un significato nuovo grazie alla relazione con gli altri“.

Gli obiettivi del progetto

La barca di libri, da un lato, vuole rafforzare l’orientamento formativo attraverso il piacere della lettura; dall’altro, trasformare i volumi in uno specchio della nostra identità più profonda. Il progetto si inserisce nel solco delle iniziative MAB — Musei, Archivi, Biblioteche, il coordinamento che punta a far dialogare gli istituti della memoria della nostra regione. La scelta della metafora della barca non è casuale: evoca il viaggio, l’esplorazione e la scoperta, trasformando lo scaffale in un ponte ideale tra i saperi custoditi in musei, archivi e biblioteche toscane.

Nei laboratori, l’installazione diventa il perno di una didattica innovativa. Non più solo scaffale, ma “sfondo educativo”: una cornice capace di dare un senso nuovo alla relazione tra lettore e testo. Tra le attività previste, spiccano gli incontri con gli autori: un’occasione di confronto in cui l’opera dello scrittore dialoga dal vivo con i grandi classici e le nuove proposte, creando una rete di rimandi letterari che mette al centro la comunità.

Il rapporto con il territorio

Foto storica che mostra il legame di Limite sull’Arno con la sua tradizione nautica – © Museo Remiero di Limite sull’Arno

Una barca di libri nasce dal legame profondo con Limite sull’Arno e con la sua tradizione nautica. Per secoli, infatti, il paese è stato uno dei principali centri della cantieristica fluviale toscana, luogo di costruzione dei navicelli che percorrevano l’Arno trasportando merci e persone.

“Un tempo le barche portavano ceramiche, paglia, merci e relazioni tra territori – racconta Cresci –. Oggi questa imbarcazione trasporta messaggi culturali. Questo progetto poteva nascere soltanto a Limite sull’Arno, grazie al lavoro di un maestro d’ascia e alla memoria di una comunità che per secoli ha costruito imbarcazioni e relazioni lungo il fiume”.

L’obiettivo è trasformare la barca in uno strumento di rappresentazione collettiva: associazioni, scuole, gruppi o singole persone potranno raccontarsi scegliendo i 25 libri della propria “navigazione”.

Salone del libro di Torino

Stand Regione Toscana Salone del Libro di Torino 2025

Questo originalissimo scaffale-timone sarà presentato al pubblico al Salone del libro di Torino nello stand della Regione Toscana, con il patrocinio del Comune di Capraia e Limite. L’opera si sposa perfettamente, infatti, con il tema della XXXVIII edizione, in programma dal 14 al 18 maggio a Lingotto Fiere: “Il mondo salvato dai ragazzini”.

Annalena Benini, direttrice editoriale della rassegna, ha infatti spiegato il motivo di questo filo rosso: “Il mondo salvato dai ragazzini è un libro fondamentale di Elsa Morante: un libro che ne contiene molti, e che attraversa forme diverse dell’arte e della parola. È un manifesto e una poesia, una festa e un’invettiva, un romanzo e una chiave magica. Apre tutte le porte.

Tante definizioni, perché sfugge a ogni definizione: non è classificabile, come non lo è il mondo dei ragazzini, dei ragazzi e delle ragazze, a cui da sempre il Salone si rivolge. Il mondo salvato dai ragazzini è un titolo in movimento ed è, prima di tutto, un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione”.

Le prossime tappe

Il progetto è destinato a proseguire con nuove installazioni e laboratori itineranti. Sono previste infatti due versioni della barca: una fissa, ospitata al museo con esposizioni mensili tematiche, e una mobile, pensata per attività educative, incontri e percorsi territoriali.

Tra le prossime iniziative ci sarà anche la “barca” dello scrittore Marco Vichi, che ha selezionato i 25 libri che meglio lo rappresentano come lettore. “Non è importante solo ciò che uno scrittore scrive – conclude Cresci – ma anche ciò che sceglie di leggere. Attraverso i libri una persona si mette profondamente a nudo“.

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