Il libro che dà una nuova voce della resistenza palestinese

Nel libro di Hammad (traduzione di Maurizia Balmelli) si racconta la vita di Sonia Nasir. Dopo anni di lontananza dalla terra della sua famiglia, con un divorzio alle spalle e una relazione tossica in corso, delusa dalle prospettive di carriera che le offrono il teatro e la televisione in Inghilterra,  vola a Haifa per far visita alla sorella maggiore Haneen. Nate entrambe a Londra da genitori palestinesi, ma Haneen si è costruita una vita in Israele insegnando all’Università di Tel Aviv, mentre Sonia è sempre rimasta nella capitale inglese per lavorare come attrice.

Appena arrivata, Sonia conosce Mariam, una carismatica regista locale, e malvolentieri si unisce alla sua compagnia che interpreterà l’Amleto in Cisgiordania. La donna si ritrova a provare le battute di Gertrude e Ofelia con un collettivo amatoriale, tutto al maschile, che però la porta a riflettere sulla difficoltà e l’importanza di portare Shakespeare “oltre il muro”, sperimentando sulla propria pelle le conseguenze dell’occupazione israeliana.

Tra le macerie, attraverso l’impegno condiviso per combattere la barbarie, Sonia scopre l’opportunità di trovare una nuova sé.  Un romanzo toccante e tragicamente attuale, che indaga sulla forza dei legami, dell’identità e dell’arte, restituendo un ritratto inedito della vita quotidiana in Palestina.

Isabella Hammad

Isabella Hammad è, per la rivista Granta e  il National Book Award, tra le penne migliori della sua generazione. Entra il fantasma è in corso di traduzione in oltre quindici paesi, definito libro dell’anno per il Times, il Sunday Times, il New York Times, il Washington Post e Vulture. Hammad ha inoltre vinto l’Encore Award, l’Aspen Words Literary Prize e il premio The Bridge, ed è stata finalista al Women’s Prize for Fiction e candidata al Premio Strega europeo. I suoi testi sono stati pubblicati, tra gli altri, dal New York Times e dalla Paris Review.