Si intitola “Canto Infinito” la mostra personale di Jean-Marie Appriou nel nuovo spazio che Palazzo Strozzi dedica agli artisti emergenti: il Project Space a piano terra.
Fino al 23 agosto sarà esposto per la prima volta a Firenze un gruppo di opere inedite dell‘artista francese che ha ridefinito l’idea di scultura nell’arte contemporanea.
Il lavoro di Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera.
Attraverso una pratica fortemente tattile, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale.
I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento.

Canto Infinito e la Divina Commedia
Il titolo della mostra “Canto Infinito” evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione.
Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia di Dante Alighieri come orizzonte culturale e simbolico.
Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale.
Contemporaneamente alla personale di Appriou a Palazzo Strozzi è possibile visitare la grande mostra dedicata a Mark Rothko e nel cortile è visibile l’installazione del collettivo SUPERFLEX.
