Un ecosistema vivente nel cuore dell’ospedale: la Fabbrica dell’Aria è arrivata all’ospedale San Luca di Lucca, grazie a un’iniziativa promossa da Unicoop Firenze in collaborazione con Regione Toscana, l’Azienda USL Toscana nord ovest, la sezione soci Coop di Lucca e Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e professore dell’Università di Firenze, ideatore del dispositivo.
La serra che aspira e depura l’aria
La Fabbrica dell’aria è una bio-macchina, sviluppata da Pnat, società fondata come spin-off dell’Università di Firenze. La Fabbrica ha l’aspetto di una serra modulare che contiene al suo interno varie tipologie di piante: oltre al valore estetico, il dispositivo è in grado di aspirare e filtrare l’aria, restituendola filtrata e depurata attraverso le foglie e le radici.
Vista l’utilità in luoghi di comunità, in particolare dedicati alla cura delle persone, Unicoop Firenze ha donato il dispositivo all’ospedale San Luca di Lucca, dove è stata inaugurata questa mattina.
“Il progetto della Fabbrica dell’Aria è un unicum a livello mondiale – ha spiegato Stefano Mancuso – e racchiude in sé un valore scientifico, economico e sociale. Scegliere di “ripulire” l’aria di uno spazio servendosi delle piante, con una tecnologia naturale, in alternativa ai consueti sistemi di filtraggio, ha un che di rivoluzionario. Significa riconoscere e attribuire alle piante un ruolo che per decenni è stato negato, oltre ad avere il merito di regalare a noi umani il privilegio di vivere meglio.”
“Inserire un ecosistema vivente all’interno di una struttura sanitaria come il San Luca di Lucca significa qualificare ulteriormente i nostri spazi di cura, mettendo al centro la salute globale della persona, che passa anche attraverso la qualità dell’ambiente in cui vive e riceve assistenza” ha aggiunto la direttrice dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani.

La bio-macchina negli altri ospedali toscani
Oltre che all’ospedale San Luca di Lucca, Unicoop Firenze ha sostenuto l’installazione della Fabbrica dell’Aria in altri sei nosocomi toscani: all’ospedale San Donato di Arezzo, a Careggi a Firenze, al San Jacopo a Pistoia, all’ospedale Santo Stefano a Prato, a Cisanello a Pisa e al Santa Maria alle Scotte a Siena.
L’iniziativa è stata realizzata anche grazie a una raccolta fondi promossa da Unicoop Firenze lo scorso ottobre, con la vendita di piante di anthurium nei Coop.fi: grazie al contributo di soci e clienti sono stati raccolti oltre 24mila euro.
“È un progetto in cui crediamo fortemente e con cui rinnoviamo la storica collaborazione con Stefano Mancuso insieme al quale, nel 2019, abbiamo installato due Fabbriche dell’Aria nei nostri Coop.fi di Novoli e Ponte a Greve – ha sottolineato Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze – questa iniziativa, innovativa e coraggiosa, è uno dei nostri impegni per migliorare la qualità ambientale e il benessere delle comunità che vivono nel nostro territorio».
Come funziona la Fabbrica dell’aria
La Fabbrica dell’Aria sfrutta l’intelligenza delle piante per purificare l’aria degli ambienti chiusi. Agendo come una “biomacchina che respira”, incanala l’aria attraverso un substrato in cui le radici delle piante e i batteri benefici degradano le sostanze inquinanti. L’aria, così purificata, viene poi rilasciata nell’ambiente e monitorata in tempo reale, grazie ad un sistema di sensoristica avanzata.
In una combinazione di natura e tecnologia, la Fabbrica dell’Aria crea ambienti interni più salubri riducendo le sostanze inquinanti come i composti organici volatili (VOCs). Inoltre, promuove una connessione sostenibile tra l’uomo e il mondo vegetale offrendo una soluzione tangibile per anche il benessere negli spazi chiusi.