Sotto lo sfrecciare delle Frecce Tricolori e davanti a una marea di 178mila spettatori distribuiti nei tre giorni, la MotoGp continua a parlare italiano. A salire sul gradino più alto del podio, per la prima volta sul tracciato del Mugello, è stato un monumentale Marco Bezzecchi, che ha firmato la decima vittoria della sua carriera portando la sua Aprilia a una storica vittoria casalinga.
Il pilota romagnolo ha saputo attendere, studiando gli avversari nella prima metà di gara alle spalle di un rigenerato Pecco Bagnaia, che era riuscito a portarsi momentaneamente in testa al gruppo. Dopo un fulmineo sorpasso in accelerazione, Bezzecchi ha preso il comando e non lo ha più lasciato, tagliando il traguardo da leader del Mondiale davanti al compagno di marca Jorge Martin e alla Ducati dello stesso Bagnaia, quest’ultimo costretto a difendere il podio fino all’ultimo metro dagli attacchi di uno scatenato Ai Ogura.

A sventolare la bandiera a scacchi è stato l’amico e pilota di Formula 1 Kimi Antonelli, dando il via a una festa memorabile culminata con l’invasione di pista del pubblico. “Il sogno che avevo da bambino” è stato l’urlo di gioia liberatorio di Bezzecchi appena tagliato il traguardo. Un cerchio che si chiude dopo una vita passata a inseguire questo traguardo: “Siamo sempre venuti qui con mio babbo, mia mamma e mia sorella a vedere la MotoGp quando eravamo piccoli” ha raccontato visibilmente commosso il pilota, “e io sognavo un giorno di essere lì“.

Il trionfatore del Mugello ha confessato l’incredibile impatto emotivo della giornata: “È stato bellissimo, veramente un’emozione indescrivibile vedere così tante persone contente, vedere il team contento. Fare così tanta fatica a trattenere le emozioni è una cosa che mi ha dato boost“. Bezzecchi ha poi spiegato come ha vissuto i momenti chiave della sua corsa, a partire dalla partenza: “La partenza è stata tosta perché nella Sprint avevo fatto un errore pesante che aveva condizionato tutto. Nella testa avevo quello di frenare il più tardi che potevo e infatti anche troppo, per questo ho dovuto ripassare Jorge. Sono riuscito a staccare forte e mi ha dato gusto. Spero di essere stato abbastanza pulito“. Anche la gestione del sorpasso subito da Bagnaia è stata lucida: “Quando Pecco mi ha passato è stato veloce. La realtà è che sì, un po’ aspettavo, ma un po’ ho dovuto anche cercare di non usare troppa foga perché andava molto forte, anche un po’ più forte di me nel primo momento. Poi dopo, quando ho visto che era un po’ in difficoltà, lì sì ho dovuto un po’ aspettare e poi sono riuscito a passarlo. Quando ero davanti ho cercato semplicemente di dare il massimo“.

Un tributo speciale è andato anche alla memoria di Alex Zanardi, omaggiato da Bezzecchi con una replica del suo celebre casco. Il pilota ha spiegato il profondo significato di questo gesto: “È una delle cose che mi rende più contento, perché era in un certo senso una responsabilità. Alex per gli italiani è stato un’icona, non solo nello sport ma in generale nella vita. La sua scomparsa ha lasciato un segno molto molto grande in tutto il mondo ed è incredibile aver visto che cosa ha smosso. Penso sia stata la sua una vita incredibile, nel senso buono e purtroppo anche in quello brutto. Però secondo me meritava veramente qualcosa di grande. Fortunatamente me la sono sentita, solo perché comunque arrivavo qua in un buon momento. Non è stato facile, però è stata una bellissima soddisfazione, sono molto contento. Spero che abbia fatto piacere ovviamente alla sua famiglia, ma anche a tanti altri, perché si merita tutto“. Una gioia amplificata anche dalla presenza nel box del campione di Formula 1 Kimi Antonelli: “È stato bellissimo avere Kimi con me. Negli ultimi tre anni ci siamo avvicinati molto, da quando l’ho conosciuto prima che facesse il suo debutto in Formula 1. Siamo stati anche un po’ insieme qualche tempo fa, abbiamo mangiato insieme con altri miei amici, quindi proprio è stato bellissimo ed è un orgoglio per me averlo in primis come mio amico perché è un ragazzo simpaticissimo, fantastico”. Bezzecchi ha infine concluso con una battuta sul futuro e sui motori: “Mi piacerebbe tanto ovviamente guidare una Formula 1, ma penso di essere abbastanza scarso. Comunque sarebbe fantastico poter un giorno anche portare Kimi magari sulla biposto. A me piacerebbe fare… cioè preferirei salire con lui che guida, però, per capire veramente cosa si prova! E allo stesso modo mi piacerebbe che salisse lui con me per fargli capire com’è. Però, in un futuro, sarebbe fantastico“.

A godersi lo spettacolo in circuito, oltre a una parata di stelle dello sport e dello spettacolo come Simon Le Bon, Sofia Goggia e Federico Chiesa, le campionesse olimpiche del volley Alessia Orro e Miriam Sylla, il nuototatore svizzero Noe Ponti, ma anche Amadeus, Enrico Nigiotti e lo chef Federico Fusca, c’era anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha colto l’occasione per fare un punto cruciale sulle trattative in corso per il rinnovo del Gran Premio. “Sono oggi al Mugello per ribadire con forza l’impegno della Regione Toscana a fianco di questo autodromo e del Gran Premio d’Italia” ha esordito Giani. “Nei prossimi mesi si giocherà una partita decisiva per il futuro della concessione del Motomondiale fino al 2031, e il nostro obiettivo è chiaro: lavorare insieme alle istituzioni, agli organizzatori e a tutti i soggetti coinvolti perché il GP d’Italia continui a corrersi qui“.

Il presidente ha sottolineato l’enorme rilevanza mediatica ed economica dell’evento: “L’attenzione sul motomondiale, sull’automobilismo e sugli sport motoristici in generale è crescente. In una società dinamica e tecnologica è evidente che vi è sempre più la tendenza a vivere questi sport con grande partecipazione. La concorrenza è sempre maggiore, altri circuiti si propongono, e la Regione dovrà fare la sua parte per sostenere la presenza toscana in questa vetrina mondiale“. Giani ha poi elogiato il circuito e il suo management: “Questo circuito è considerato uno dei più sicuri e dei più belli, però dobbiamo garantire di più sul piano logistico-infrastrutturale, su parcheggi e strade. Oggi sono qui per ribadire il mio sostegno a Paolo Poli ed al suo lavoro per mantenere il GP in Mugello e per garantire tutte le prospettive di lavoro collegate all’autodromo. In questi giorni l’autodromo ha registrato oltre 178mila presenze, a queste si sommano tutte quelle raggiunce dai media di una sala stampa internazionale: è evidente che il valore dell’autodromo del Mugello per l’immagine toscana nel mondo è straordinario“. Infine, il Governatore ha evidenziato la perfetta sintesi tra la tradizione culturale toscana e la modernità dello sport: “Unire la bellezza del paesaggio, dell’arte e della storia toscana, rappresentata dai borghi storici del Mugello, come Scarperia, e l’adrenalina di un Gran Premio di Formula 1 o di Motomondiale è una chiave di lettura vincente, è l’essenza della nostra terra, che mette insieme fascino antico e modernità: anche attraverso lo sport la Toscana può diventare sempre più attrattiva nel mondo“.
Il fine settimana del Mugello ha regalato forti emozioni anche nelle categorie minori. In Moto 2 si è registrata la straordinaria rimonta di Celestino Vietti, capace di risalire dalla sedicesima posizione in griglia fino a un clamoroso secondo posto, alle spalle del leader del campionato Gonzalez che ha dominato la corsa. In Moto 3 è arrivata invece la prima gioia in carriera per il debuttante spagnolo Uriarte, che ha trionfato davanti a Carpe e Danish, mentre il primo degli italiani è stato Bertelle, dodicesimo al traguardo, solo quindicesimo il portacolori toscano Guido Pini.