A causa di indispensabili lavori di messa in sicurezza e adeguamento tecnico la residenza universitaria Salvemini di Firenze nel giorni scorsi ha subito la temporanea sospensione del funzionamento dell’impianto centralizzato di climatizzazione causando notevoli disagi agli studenti e a tutto il personale.
L’assessora regionale all’Università e al Diritto allo studio Cristina Manetti insieme ai vertici del Dsu Toscana, ha fatto un sopralluogo nella struttura per verificare la situazione dell’impianto di climatizzazione e gli interventi programmati per garantire il benessere degli studenti ospiti della struttura.
Per ridurre il disagio durante i mesi estivi, in attesa dell’affidamento dei lavori necessari al definitivo ripristino del nuovo impianto di climatizzazione è prevista una soluzione temporanea fino al termine dei lavori dell’intervento che sarà completato entro la prossima stagione estiva.
La complessità dell’opera, anche per la collocazione della residenza nel centro storico di Firenze e per le procedure necessarie all’affidamento dei lavori, richiede infatti tempi tecnici più lunghi.
Il Dsu Toscana provvederà alla consegna di nuovi condizionatori singoli più efficienti nelle camere e negli spazi comuni di studio e tempo libero, con priorità assoluta agli studenti con disabilità e fragilità.
“Abbiamo preso l’impegno – ha spiegato l’assessora regionale Cristina Manetti – di sostituire completamente l’impianto di climatizzazione della struttura. Si tratta di un intervento importante che richiede tempi tecnici e amministrativi, ma che consentirà di risolvere definitivamente il problema. Nell’immediato, per superare l’estate e ridurre i disagi agli studenti, tutte le camere saranno dotate di condizionatori autonomi. I ragazzi più fragili dispongono già di questi dispositivi e continueranno ad essere seguiti con particolare attenzione”.
“L’aspetto più importante – ha proseguito l’assessora – è mantenere un dialogo costante con gli studenti. Le strutture del diritto allo studio sono numerose e richiedono investimenti significativi, ma il confronto diretto con chi vive quotidianamente queste residenze ci aiuta a intervenire in modo più efficace sulle situazioni più delicate. È il metodo che abbiamo scelto e che intendiamo portare avanti. Lo dimostrano anche i risultati ottenuti attraverso il tavolo permanente con gli studenti attivato nelle scorse settimane, che sta già provando a dare risposte concrete”.