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Al Teatro Metastasio di Prato “Voci disarmate”: una stagione di spettacoli per la pace, il dialogo e la nonviolenza

Da ottobre in scena a Prato 20 spettacoli tra riletture dei classici, nuove produzioni e ospiti internazionali, artiste e artisti di riconosciuto valore e giovani talenti emergenti

La stagione 2026/2027 del Teatro Metastasio di Prato si intitola “Voci disarmate” perché sceglie la pace, il dialogo e la nonviolenza riconoscendo all’arte e alla cultura la capacità di poter scuotere le coscienze e richiamare alla responsabilità collettiva.

In tutto 20 spettacoli distribuiti nelle tre sale del Met – Metastasio, Fabbricone, Magnolfi: 10 nuove produzioni e altrettanti spettacoli in ospitalità, tra riletture contemporanee di grandi classici, come Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni, La guerra civile di Marco Anneo Lucano, Antigone di Jean Anouilh, Il Rinoceronte di Ionesco, Riccardo III di Shakespeare e Alla meta di Bernhard e nuovi lavori di drammaturgia contemporanea.

Artiste e artisti di riconosciuto valore e giovani talenti emergenti compongono la rosa dei nomi in cartellone:  Alessandro Benvenuti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Massimiliano Civica, Oscar De Summa, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, Linda Dalisi, Pascal Rambert, Valerio Binasco, Antonio Zavatteri, Roberto Latini, Ivan Talarico, Emanuele D’Errico, Natacha Belova e Tita Iacobelli, Raquel Silva, Antonio Latella e Federico Bellini, Eleonora Danco, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello, Stefano Massini, Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.

Inoltre anche in questa stagione il teatro Metastasio ospiterà grandi spettacoli di gruppi e artisti internazionali: Natacha Belova e Tita Iacobelli con Une Traversée e Compagnie Pensée Visible con Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni.

Massimiliano Civica direttore della Fondazione Teatro Metastasio ha dichiarato: “La nostra nuova stagione è fatta di voci disarmate di fronte alla terrificante bellezza e al doloroso mistero della vita. Voci che non minacciano, che non attaccano, che non offendono. Voci che non vogliono odiare o avere per forza ragione. Voci che fanno domande. Voci che santificano il “tu” a cui si rivolgono. Voci che vogliono capire e accogliere. Voci che non vogliono fare la guerra.”

Massimo Bressan presidente della Fondazione Teatro Metastasio ha aggiunto: “Abbiamo superato un anno particolarmente difficile, non solo per le tensioni e le sciagure che continuano a caratterizzare lo scenario politico internazionale, ma anche per il commissariamento del Comune di Prato, nostro socio principale, e il conseguente rallentamento del percorso di attuazione del progetto più importante e complesso che abbia coinvolto la Fondazione negli ultimi anni: la riqualificazione dell’area del Fabbricone. Nonostante ciò, dobbiamo altresì ringraziare in primo luogo il Commissario straordinario e la direttrice generale del Comune di Prato, per aver contribuito ad accelerare il percorso di adeguamento strutturale del Teatro Metastasio. Il tema degli spazi è tornato al centro delle attività della Fondazione. Nei prossimi mesi ci auguriamo che possano avviarsi le attività finalizzate alla definizione progettuale dell’area del Teatro Fabbricone, così come gli interventi di adeguamento del Teatro Metastasio. Il Comune di Prato ha infatti superato la fase di commissariamento e siamo convinti che il Sindaco, cui rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, saprà accompagnare questa fase di rinnovamento e consolidamento della presenza del teatro nella nostra città. L’attenzione rivolta agli spazi non è secondaria rispetto alle attività di produzione culturale, che restano al centro del nostro lavoro. A Prato, tuttavia, il teatro e la città sono sempre stati strettamente legati. Il teatro ha contribuito a far conoscere la città anzitutto agli stessi pratesi, quando l’industria, nel bene e nel male, rappresentava il tema dominante della vita cittadina. Gli spazi urbani sono stati spesso al centro delle nostre produzioni teatrali, dei laboratori e dei progetti speciali, così come degli eventi di Contemporanea e di MetJazz. È da questo legame profondo tra teatro e città che intendiamo ripartire. La riqualificazione degli spazi e la qualità della proposta artistica sono per noi parti di un medesimo progetto: rafforzare il ruolo del teatro come luogo aperto, capace di interpretare il presente e di accompagnare la crescita culturale della comunità. Con questo spirito guardiamo ai prossimi anni, consapevoli delle sfide che ci attendono ma fiduciosi nelle energie e nelle competenze che la città continua a esprimere.”

Natacha Belova – Une traversée

Il programma

Ad aprire il cartellone del Teatro Metastasio, dal 15 al 18 ottobre sarà Alessandro Benvenuti con Pillole di me, un recital autobiografico che ripercorre, tra comicità e memoria, oltre mezzo secolo di carriera.

Dal 20 al 25 ottobre al Fabbricone andrà in scena Baraonda del Gruppo Uror, nuova produzione del Metastasio liberamente ispirata a Ubu Cocu di Alfred Jarry, che riflette sui meccanismi del potere e sulla violenza normalizzata nella società contemporanea.

Tra le altre produzioni del teatro figurano Malamente di Mauro Pescio (3-8 novembre al Magnolfi), tratto da una sorprendente vicenda giudiziaria realmente accaduta nella Milano degli anni Settanta; Passato remoto di Oscar De Summa (24-29 novembre al Magnolfi), intenso monologo sul trauma, il tempo e la memoria.

Sabotage di Ivan Talarico (2-7 febbraio al Magnolfi), spettacolo di teatro-canzone sospeso tra ironia e riflessione esistenziale; e Il rinoceronte di Eugène Ionesco nella regia di Emanuele D’Errico (9-14 febbraio al Fabbricone), nuova incursione nel teatro dell’assurdo.

La stagione si confronta inoltre con alcune delle grandi domande etiche e politiche del nostro tempo. In Quinto: non uccidere (17-22 novembre al Fabbricone), diretto da Massimiliano Civica e ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch, il tema del perdono si intreccia alle ferite lasciate dalla guerra.

Il rapporto tra storia e presente attraversa anche Guerra civile (3-6 dicembre al Metastasio), nuova lettura della Farsaglia di Marco Anneo Lucano firmata da Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, mentre Roberto Latini rilegge Antigone di Jean Anouilh (28-31 gennaio al Metastasio) una riflessione sul dissenso e sulla responsabilità individuale.

Dal 10 al 13 dicembre al Fabbricone, Pascal Rambert dirige Sandro Lombardi in Viaggio a Hong Kong, struggente monologo sull’assenza e sul lutto, mentre Antonio Zavatteri porta in scena Le Dieu du Carnage di Yasmina Reza (14-17 gennaio al Metastasio), feroce ritratto delle ipocrisie borghesi.

Dal 17 al 20 dicembre, sempre al Metastasio, Valerio Binasco torna invece a Goldoni con Una delle ultime sere di Carnovale, trasformando il classico veneziano in un omaggio al teatro e alla sua inesauribile capacità di interrogare il presente.

La programmazione si apre inoltre ai linguaggi del teatro di figura e dell’immaginario fantastico con Une Traversée di Natacha Belova e Tita Iacobelli (18-21 febbraio al Metastasio), ispirato a Attraverso lo specchio di Lewis Carroll, e con Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni (23-28 febbraio al Fabbricone), incursione scenica nell’universo visionario di Philip K. Dick, dove realtà e finzione si confondono in un continuo slittamento percettivo.

A chiudere il percorso dedicato ai classici sarà infine Riccardo III di William Shakespeare, in scena dall’11 al 14 marzo al Metastasio, ulteriore tappa di una stagione che guarda al passato per interrogare il presente.

Sul palco pratese tornerà dall’1 al 4 aprile Emma Dante con L’angelo del focolare, mente Stefano Massini il 14 e dal 16 al 18 aprile porterà in scena Lo zar, il monologo sull’ascesa di Putin, tutti al Metastasio.

Teatro Metastasio, Voci disarmate
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