La Toscana si conferma tra le prime cinque regioni italiane per per livelli di assistenza sanitaria e prevenzione insieme a Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e la provincia autonoma di Trento.
L’ultima analisi pubblicata dal ministero analizza le prestazioni del 2024 e vengono presi come oggetto di monitoraggio l’offerta sanitaria e i Lea, ossia l’erogazione delle prestazioni essenziali di assistenza garantite dal sistema sanitario nazionale.
La classifica
La Toscana, nella sanità territoriale, è seconda con 94 punti su cento tra tutte le regioni d’Italia, a pari merito con l‘Emilia Romagna, preceduta solo dal Veneto (95). Sul fronte della prevenzione è terza, raggiungendo 96 punti, come Lombardia e Veneto, appena sotto Trento che ottiene 98 punti e Emilia Romagna con 97.Quarta in classifica, con 90 punti su cento, e in lieve arretramento, nell’area ospedaliera, preceduta dal Veneto (97 punti), la Provincia autonoma di Trento (94) e l’Emilia Romagna (91).
Dalla somma dei piunteggi totalizzati nelle tre macroaree, la Toscana ottiene un totale di 280 punti su 300 conquistanto la terza posiazione nazionale, superata solo da Veneto (288 punti come l’anno scorso) ed Emilia Romagna (282). Nel rapporto relativo all’anno 2023 la Toscana aveva conquistato il secondo posto assoluto, con 286 punti complessivi. .
Per la Regione, la Toscana riceve dal ministero della salute ancora una volta la conferma della qualità del suo sistena sanitario e della capacità di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. “Ne siamo soddisfatti – commentano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute, Monia Monni – Da molti anni oramai la sanità toscana è sempre al vertice o nelle posizioni di testa in Italia. E’ una nuova dimostrazione della capacità e del livello alto dell’offerta del nostro sistema sanitario pubblico”.
Divario tra nord e sud del Paese
La classifica stilata dal ministero si basa su un “sistema di garanzia” che si articola in 88 indicatori. La sufficienza si raggiunge con 60 punti su 100. Dall’analisi emerge forte il divario tra nord e sud del Paese e tra le regioni di testa e quelle lontane dal podio, anche se tutte superano la soglia per quanto riguarda l’assistenza prestata negli ospedali. Guardando solo alle insufficienze, per la prevenzione spiccano la provincia di Bolzano e la Sicilia, mentre la Calabria è tra le peggiori nella sanità territoriale.
L’analisi, anche per una regione virtuosa come appare la Toscana, rappresenta un importante spunto di riflessione. “Naturalmente – aggiunge l’assessora Monni – sappiamo che ci sono aspetti che possiamo ancora migliorare e il rapporto annuale, oltre che uno stimolo, costituisce uno strumento utile per mettere a fuoco le aree dove concentrare attenzione”. “La Regione fa la sua parte – conclude– ed investe anche risorse del proprio bilancio per difendere e non far arretrare la sanità pubblica. Vorremmo che anche il Governo facesse altrettanto”. .