La prima serata degli Europei di atletica leggera a Birmingham parla toscano e manda in estasi l’atletica azzurra. Nella pedana del getto del peso va in scena una fantastica doppietta: Leonardo Fabbri vince la medaglia d’oro e si laurea per la seconda volta consecutiva campione d’Europa, scortato sul secondo gradino del podio dal compagno di allenamenti Zane Weir, medaglia d’argento.

Per il colosso fiorentino, già bronzo ai Mondiali della scorsa stagione e leader mondiale dell’anno con la misura di 22,74 ottenuta un mese fa, si tratta della definitiva maturazione agonistica. Fabbri ha preso in mano le redini della gara fin dal primo lancio (21,36), per poi incrementare al secondo tentativo con 21,78 ed esplodere al terzo con la misura vincente di 22,31 metri. Una prestazione mai realmente messa in discussione dalle spallate degli avversari, che gli ha permesso di gestire con sicurezza i successivi lanci fino al trionfo finale.
A completare la serata di grazia della squadra azzurra guidata dal coach Paolo Dal Soglio ci ha pensato Zane Weir, autore di una gara solida fin dal primo tentativo scagliato a 21,12 metri. Un argento dal sapore speciale per Weir, che torna sul podio continentale tre anni dopo il successo indoor, mettendosi alle spalle un periodo difficile segnato da un infortunio e celebrando il primo grande traguardo da papà del piccolo Egidio. A completare l’ottima prova complessiva dei pesisti italiani si aggiunge il sesto posto di Nick Ponzio con 20,76 metri.

“Sono veramente felice e me la sono goduta — ha dichiarato a caldo Fabbri —. Rispetto a due anni fa a Roma, quando ero ancora un ‘Fabbrino’ che sognava serate come questa, sento che questa è la mia consacrazione. Ho dimostrato a me stesso di essere forte più che mai, ritrovando la fiducia. Fare doppietta con Zane e festeggiare insieme al nostro coach Dal Soglio è fantastico: ce lo meritiamo davvero“.
Con questo storico uno-due nel getto del peso, la spedizione azzurra a Birmingham comincia nel migliore dei modi, spinta dall’energia e dal talento di un Leonardo Fabbri sempre più re incontrastato della specialità.