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Salicornia, la pianta che sfida il clima: l’Università di Pisa guida il primo progetto internazionale

I lavori appena partiti e coordinati dall’Ateneo pisano dureranno tre anni e riuniscono un consorzio che comprende l’Università dell’Algarve (Portogallo), l’Università di Ankara (Turchia) e l’Università di Tunis El Manar (Tunisia)

© Marco Schmidt

L’Università di Pisa coordina il primo progetto internazionale focalizzato sulla Salicornia, una pianta in grado di prosperare in terreni salini e degradati. L’iniziativa punta a guidare la transizione dell’agricoltura mediterranea di fronte alle sfide del cambiamento climatico.

Denominato SAGA (Salicornia genotyping for sustainable soil and farming: from genes to agroecology), il progetto rientra nel programma europeo PRIMA ed è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Lo studio, di durata triennale, vede l’Ateneo pisano alla guida di un consorzio internazionale che comprende l’Università dell’Algarve (Portogallo), l’Università di Ankara (Turchia) e l’Università di Tunis El Manar (Tunisia).

L’obiettivo principale è valorizzare la Salicornia analizzandone la biodiversità genetica per individuare le varietà più idonee a rigenerare i suoli, rendere più resilienti gli ecosistemi agricoli e offrire nuove opportunità economiche nelle aree vulnerabili al clima.

Unipi guida il primo progetto internazionale sulla Salicornia per trasformare i terreni salini in risorsa

“Con l’aumento della siccità e della salinizzazione dei terreni, trovare colture capaci di crescere dove oggi è difficile coltivare è una sfida cruciale per il futuro dell’agricoltura – spiega Alberto Vangelisti, coordinatore del progetto e ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa –. La Salicornia, già apprezzata come alimento e per le sue proprietà benefiche per la salute, può offrire nuove opportunità di mercato ai piccoli e medi agricoltori“.

Per la prima volta SAGA analizzerà in modo sistematico il patrimonio genetico e le caratteristiche delle diverse popolazioni mediterranee di Salicornia. L’Università di Pisa, oltre a coordinare l’intero progetto, guiderà le attività di genomica e bioinformatica, dal sequenziamento del DNA con tecnologie avanzate fino agli studi per mettere in relazione patrimonio genetico e caratteristiche della pianta per individuare le specie più promettenti.

Dal secondo anno prenderanno il via anche le sperimentazioni in campo nei quattro Paesi partner, dove saranno testate le varietà selezionate per valutarne gli effetti sulla produttività agricola, sulla salute del suolo e sulla biodiversità microbica. Un elemento distintivo del progetto sarà inoltre il coinvolgimento diretto di agricoltori, tecnici e decisori politici attraverso i Living Labs, nei quali le soluzioni verranno progettate e sperimentate insieme ai futuri utilizzatori.

“Con SAGA vogliamo colmare una lacuna scientifica importante, perché la Salicornia, nonostante il suo enorme potenziale per un’agricoltura sostenibile, non è mai stata studiata in modo sistematico dal punto di vista genetico – conclude Alberto Vangelisti –. L’obiettivo è trasformare questa conoscenza in strumenti concreti per selezionare le varietà più adatte attraverso una collaborazione scientifica che coinvolge le due sponde del Mediterraneo“.

Per l’Università di Pisa, SAGA è portato avanti da un gruppo multidisciplinare del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, coordinato da Alberto Vangelisti e formato da Alberto Pardossi, Antonella Castagna, Francesca Galli, Tommaso Giordani, Susanna Pecchia, Tiziana Lombardi, Tarek Allali, Irene Ventura, Marco Santin, Gabriele Usai e Samuel Simoni, con competenze che spaziano dalla genetica all’orticoltura, dalla botanica alla fitopatologia, fino all’economia agraria.

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