Attualità/

Spreco alimentare: la Toscana riparte da prevenzione, recupero e redistribuzione

Il punto sulle politiche regionali è stato fatto all’iniziativa “La Toscana non (si) butta via”: presenti la promotrice della legge nazionale Gadda, la presidente del Consiglio regionale Saccardi, il presidente di Confcooperative

“La Toscana non (si) butta via”

Dieci anni dopo l’approvazione della legge Gadda, la Toscana ha fatto il punto sulle politiche contro lo spreco alimentare nell’iniziativa “La Toscana non (si) butta via” al Fuligno di Firenze, promossa da Confcooperative Toscana, che ha riunito istituzioni, esperti, imprese e realtà del Terzo settore per fare il bilancio dei risultati raggiunti e discutere di prevenzione, recupero e redistribuzione delle eccedenze.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sulla legge 166, approvata dieci anni fa esatti grazie all’iniziativa della deputata Maria Chiara Gadda, presente al Fuligno. Insieme a lei, la presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi,il fondatore di Last Minute Market e direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero Andrea Segrè, la professoressa Francesca Galli dell’Università di Pisa, Fiamma Tofanari del Consiglio del Cibo di Livorno, il presidente del Banco Alimentare della Toscana Leonardo Berni e il direttore area vendita Toscana Conad Nord Ovest Massimo Masi. Il direttore delle relazioni esterne di Unicoop Claudio Vanni e Gennaro Giliberti dell’Accademia dei Georgofili hanno mandato un video-saluto. A concludere i lavori è stato Raffaele Drei, presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca.

“A dieci anni dalla legge contro lo spreco alimentare è arrivato il momento di aprire una nuova fase, aggiornando le norme nazionali alla luce delle esperienze maturate e dei cambiamenti intervenuti nella filiera agroalimentare. E crediamo che anche la Regione debba fare la propria parte, dotandosi di una legge specificamente dedicata alla prevenzione e al contrasto dello spreco alimentare – ha detto il presidente di Confcooperative Toscana Alberto Grilli – recuperare ciò che avanza è fondamentale, ma dobbiamo intervenire prima che l’eccedenza si produca, comprendendo dove e perché si generano le perdite lungo la filiera. Allo stesso tempo bisogna rendere più sostenibile ed efficace il sistema del recupero, affrontando anche questioni molto concrete come la logistica, i trasporti e i costi necessari per raccogliere e redistribuire le eccedenze. La Toscana ha una rete importante di esperienze e competenze che non deve essere dispersa. Banco Alimentare, Caritas, grande distribuzione, mondo agricolo e agroalimentare lavorano ogni giorno per recuperare alimenti ancora consumabili e trasformarli in una risorsa. Una legge regionale ad hoc  potrebbe mettere a sistema questo patrimonio, favorire il coordinamento tra i diversi soggetti e sostenere ulteriormente la prevenzione, il recupero e la redistribuzione”.

Le sfide a 10 anni dalla legge 166

“A dieci anni dalla legge 166 – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi la sfida contro lo spreco alimentare resta più attuale che mai. Dobbiamo continuare a prevenire gli sprechi, recuperare le eccedenze e redistribuirle a chi ne ha bisogno, mettendo in connessione istituzioni, imprese, terzo settore e mondo della ricerca. La Toscana ha costruito in questi anni una rete importante: ora dobbiamo trasformare questa esperienza in una politica sempre più strutturale, capace di unire sostenibilità, valorizzazione delle risorse e contrasto alla povertà alimentare. L’obiettivo è fare in modo che il recupero delle eccedenze diventi sempre più parte integrante delle politiche agricole, sociali e ambientali della nostra regione”.

“La legge 166 è ancora più attuale oggi di dieci anni fa – ha sottolineato Maria Chiara Gadda, deputata e promotrice della legge contro lo spreco alimentare – perché nel frattempo sono cresciuti i bisogni sociali e, allo stesso tempo, si è rafforzata una rete del Terzo settore capace di trasformare le eccedenze in una risorsa per le persone e per le comunità. E la legge continua a evolversi: con l’ultima modifica approvata nell’agosto di quest’anno sono state ricomprese anche piante e fiori, dimostrando che la lotta allo spreco non riguarda soltanto il cibo, ma può estendersi a beni della quotidianità che, invece di diventare rifiuti, possono essere recuperati e trovare nuovo valore nella solidarietà sociale. In questi dieci anni abbiamo visto che i progetti di rete funzionano, ma ci sono ancora colli di bottiglia da affrontare, a partire dalla logistica: celle frigorifere, mezzi, contenitori e costi di trasporto sono indispensabili per garantire che ciò che viene donato mantenga qualità e dignità”.

I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.