Centottanta manifesti nelle strade di Firenze per trasformare lo spazio pubblico in un luogo di riflessione e confronto sui temi degli stereotipi di genere, dell’identità, del disagio giovanile e della violenza nelle relazioni.
È Of Boxes and Ceilings, il progetto di ricerca artistica promosso dall’Accademia di Belle Arti di Firenze, capofila della rete nazionale del PRIN AFAM 2024, che coinvolge anche le Accademie di Belle Arti di Roma, Genova e Frosinone.
Dal 15 settembre al 15 ottobre le opere, realizzate da studentesse e studenti delle quattro Accademie e selezionate da una commissione, saranno diffuse attraverso il circuito comunale delle affissioni, i grandi impianti 6×3 metri e gli spazi di Digital Signage nei principali punti di accesso alla città.
Il progetto nasce da un percorso di incontri promosso dall’Accademia durante l’anno accademico 2024/2025 insieme a Eros Cruccolini e Andrea Bagni del comitato civico Impariamo a dire noi, impegnato nel contrasto alla violenza maschile sulle donne.
Da questo confronto è nato un concorso rivolto agli studenti, chiamati a realizzare manifesti dedicati al disagio giovanile, alle dinamiche di genere e ai modelli culturali che possono favorire discriminazioni e violenze.
L’obiettivo è portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura per interrogare la cittadinanza sui meccanismi culturali che alimentano forme di violenza.

Of Boxes and Ceilings: scatole e soffitti invisibili
Il titolo “Of Boxes and Ceilings”, tratto dal saggio della curatrice e studiosa di politiche culturali Pascale Charhon, richiama metaforicamente le “scatole” e i “soffitti” invisibili che delimitano identità e comportamenti.
L’arte diventa così uno strumento per mettere in discussione categorie e limiti consolidati e immaginare nuove forme di relazione.
La campagna rappresenta il primo capitolo di un programma più ampio che proseguirà fino al 2027 con workshop, seminari, giornate di studio, incontri, proiezioni e performance, coinvolgendo artisti, antropologi, psicologi, ricercatori e operatori culturali.
Tra i prossimi appuntamenti, il workshop di Ateliersi con Fiorenza Menni, dal 7 al 9 ottobre, dedicato ai diari di Carla Lonzi, e gli incontri con Yuri Ancarani e Marina Valcarenghi con la proiezione del film Il popolo delle donne.
È inoltre prevista la realizzazione di una piattaforma digitale con contenuti interattivi, testimonianze, approfondimenti, risorse educative e collegamenti ai centri di ascolto e ai centri antiviolenza. Entro gennaio è previsto il lancio dell’app, mentre il progetto porterà successivamente alla nascita di un osservatorio permanente e alla pubblicazione di un volume conclusivo.
