Il cinema muto torna a vivere attraverso la musica al TerminaleCinema – Casa del Cinema di Prato. Mercoledì 19 novembre il grande schermo di via Carbonaia ospiterà infatti un nuovo cineconcerto, un incontro tra immagini e suoni che questa volta avrà per protagonista L’uomo con la macchina da presa, il capolavoro realizzato nel 1929 dal regista sovietico Dziga Vertov.
A confrontarsi con il vorticoso montaggio del film saranno due musicisti di primo piano della scena italiana, Stefano Pilia alla chitarra elettrica e all’elettronica e Paolo Spaccamonti alla chitarra elettrica.
La loro sarà una sonorizzazione costruita in tempo reale, attraverso la manipolazione di suoni chitarristici, elettronica e sample, pensata per dialogare con la straordinaria modernità delle immagini di Vertov.
Considerato uno dei monumenti del cinema costruttivista sovietico, L’uomo con la macchina da presa è un vertiginoso mosaico di immagini che racconta una città, il lavoro, il movimento e la nascita di una nuova società attraverso lo sguardo di una macchina da presa capace di osservare, scomporre e ricomporre la realtà.
Un film sperimentale e visionario, costruito sul ritmo e sul montaggio, che mette in discussione lo stesso linguaggio cinematografico e trasforma l’uomo e la macchina in elementi di un unico grande organismo.
Un’opera che, a quasi un secolo di distanza, conserva intatta la propria forza e che proprio nel rapporto con la musica può trovare una nuova chiave di lettura. Vertov aveva infatti immaginato una precisa componente musicale per il film, eseguita soltanto in occasione della sua prima uscita.
Pilia e Spaccamonti hanno scelto di confrontarsi con il passato creando una nuova interpretazione sonora.
il cinema non è solo fatto di narrazione ma è un percorso percettivo che può essere raccontato solamente svelando le sue ossa, la sua pelle, la sua materia prima
“Le indicazioni di Vertov non sono una vera e propria partitura, – ci ha raccontato Stefano Pilia – sono delle indicazioni più generiche sul fatto di utilizzare dei rumori, dei suoni non tradizionalmente strumentali. Lui indica l’uso di lamiere, di un mondo timbrico che si trova al confine tra suono e rumore. Questo aspetto chiaramente va molto in linea con un linguaggio avanguardista che lui abbraccia. Nello specifico poi la nostra idea è quella di percorrere con il suono, per analogia, quello che lui fa con la pellicola, cioè svelare degli elementi metalinguistici all’interno del suo dispositivo. Dziga Vertov costruisce una storia in cui c’è un cinema che guarda dentro al cinema, un occhio, una camera da presa che si guarda e quindi svela un’idea di cinema inteso come “macchina”.
“Uno dei punti principali del live sarà il fatto di utilizzare appunto una catena elettroacustica. – prosegue Pilia – Cosa significa? Il fatto che il suono è un suono che può essere registrato, manipolato, trasformato. Questa è la base. Quindi una cosa che noi mettiamo in atto è la continua manipolazione di una input che noi buttiamo dentro le macchine. Nello specifico io farò una specie di regia in tempo reale, quindi prenderò il suono della chitarra di Paolo insieme ad altri campioni o sample e in tempo reale verranno registrati, trasformati, manipolati, si costruiranno dei piccoli cicli, in qualche modo si creeranno delle strutture sonore musicali fatte di più gusci, di più layer. Vertov sperimenta molto, sia con il montaggio che con la velocità dei nastri, che con certi movimenti della camera e nel fare questo ci svela un aspetto metalinguistico del cinema. Ci svela che il cinema non è solo fatto di narrazione ma è un percorso percettivo che può essere raccontato solamente svelando le sue ossa, la sua pelle, la sua materia prima. E questo è un po’ che noi cerchiamo di fare con il suono.”
Il cineconcerto del 19 novembre al Terminale prosegue un percorso già avviato dal cinema pratese dedicato al rapporto tra cinema e musica con le sonorizzazioni dal vivo di alcuni grandi classici del muto, da La corazzata Potëmkin, fino a La bambola di carne, e con la serata estiva al Castello dell’Imperatore dedicata a Sciopero! di Sergej M. Ėjzenštejn.
L’appuntamento con L’uomo con la macchina da presa è per il 19 novembre al TerminaleCinema – Casa del Cinema di Prato, in via Carbonaia 31.
I biglietti costano 13 euro per l’intero e 12 euro per il ridotto e sono disponibili sul sito del cinema e direttamente alla cassa.
Per acquistare un biglietto visita: www.webtic.com
