Quattro giorni per interrogarsi sul futuro della tecnologia e, soprattutto, sul ruolo e le responsabilità dell’essere umano.
Si è chiusa a Pisa la sedicesima edizione di Internet Festival, che quest’anno, attraverso la parola chiave #saggezza, ha messo al centro il rapporto tra innovazione, responsabilità, diritti e società.
Dall’umanesimo digitale agli algoritmi utilizzati nei conflitti, dalla disinformazione alla robotica, il programma ha affrontato alcune delle questioni più urgenti legate all’intelligenza artificiale.
Il filo conduttore è stato la necessità di sviluppare tecnologie capaci di affiancare l’intelligenza umana senza sostituirla e senza diventare uno strumento per diluire le responsabilità: l’innovazione, è stato ribadito, deve essere orientata al miglioramento della vita delle persone e alla riduzione delle disuguaglianze.
Facendo un bilancio sull’edizione, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato la capacità dell’Internet Festival di confermarsi ancora una volta come “una rassegna autorevole e vivace che vede crescere interesse e coinvolgimento. E’ una manifestazione sempre foriera– ha aggiunto – di contributi per lo sviluppo degli strumenti e dei sistemi di orientamento della governance delle innovazioni tecnologiche. Penso in primo luogo all’intelligenza artificiale, su cui la Toscana è stata la prima regione a dotarsi una legge, chiarendo nettamente che deve essere pubblico il timone con cui si orienta una tecnologia che rischia di creare anche difficoltà allo sviluppo umano”.
I momenti più importanti di Internet Festival 2026
Tra i momenti centrali il confronto sulla Magnifica Humanitas, ispirato all’enciclica di Papa Leone XIV, con rappresentanti della Chiesa, delle istituzioni e del mondo universitario.
Al centro la necessità di considerare dati e infrastrutture digitali come beni di interesse pubblico e di rafforzare ricerca, competenze e strumenti di controllo indipendente sui sistemi di intelligenza artificiale.
Tra i portagonisti Abel il robot empatico creato dall’Università di Pisa, che nelle inedite vesti di giornalista ha intervistato gli ospiti di Interne Festival e l’urbanista di fama mondiale Carlos Moreno che ha spiegato la sua idea della “città dei 15 minuti”.
La linguista e attivista Vera Gheno ha parlato di come è possibile educare i giovani al digitale senza regole e divieti rigidi, mentre il ricercatore David Mulfari ha raccontato la sua app innovativa CapisciAMe che aiuta a comunicare le persone con disartria.

Grande attenzione anche al tema dell’uso degli algoritmi in guerra. Nel panel con la presidente di Emergency Rossella Miccio è stato evidenziato il rischio di affidare alle macchine decisioni che riguardano la vita delle persone, con l’IA che può accelerare la selezione dei bersagli e moltiplicare gli attacchi e le vittime civili.
Spazio anche alla lotta alla disinformazione, con Stroncate Scientifiche, e al teatro come strumento di relazione e inclusione con la rappresentazione di Lisistrata all’interno della Casa Circondariale Don Bosco.
Tra le novità, Data Conversations, progetto internazionale che ha coinvolto giovani creativi nella sperimentazione di nuovi modi di trasformare i dati in esperienze artistiche e partecipative.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni, con il protocollo “Train the Trainer” tra CNR, Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale per formare i docenti sui temi della cybersicurezza, dell’intelligenza artificiale e della cittadinanza digitale, e con i T-Tour, che hanno coinvolto 115 classi toscane e altre 75 classi di tutta Italia nelle attività online.
Alle Benedettine, il panel Corpi digitali. Le regole del gioco nel sex work online ha messo invece a confronto l’attivista, autrice e sex worker Elettra Arazatah con Giulia Perrone e Daniele Vaschi. Al centro, le trasformazioni del lavoro sessuale sulle piattaforme digitali e il delicato intreccio tra autonomia, identità, diritti, tutela ed economia dei contenuti.
Il successo della manifestazione è stato confermato anche dalla partecipazione: sold out diversi appuntamenti, tra cui gli spettacoli di Daoud e Tintoria Live, che ha registrato 360 biglietti venduti in poche ore. A chiudere la sedicesima edizione, la musica di Sarafine alle Logge dei Banchi.
Un’edizione che ha così provato a guardare al futuro senza subirlo, ribadendo un principio: nessuna innovazione può essere davvero saggia se perde di vista responsabilità, coscienza e dignità delle persone.
