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L’estate corsara di Alessandra Corbetta: un “diario” di poesie in viaggio per la Toscana

La scrittrice con le sue poesie racconta una “Toscana aliena” interlocutore e specchio della sua sofferta storia d’amore, un viaggio inedito alla riscoperta di se stessa

Alessandra Corbetta 2022

Nel 2006 Alessandra Corbetta trascorre l’estate viaggiando per la Toscana.

Firenze, Livorno, Pietrasanta, Lucca, Siena, Arezzo, Fiesole, Sarzana, Marradi, Monteriggioni, sono alcune delle città che visita e altrettanti titoli delle poesie contenute nel suo libro “Estate Corsara”.

Non è però una Toscana “da cartolina” quella che lei descrive, ma una tela su cui riverberano le sue emozioni. Ogni luogo nella sua peculiarità conserva la capacità di esistere in un tempo dilatato, quello del ricordo, e di accogliere dentro sé, come in un eterno rewind, le persone, le parole e i gesti che lo hanno abitato.

Alessandra Corbetta invita i lettori in un viaggio nell’anima, in un’estate senza tempo in cui si consumano le promesse dell’amore, la nostalgia dei momenti trascorsi e la memoria di alcune frasi.

La raccolta è divisa in tre sezioni, Prima, Durante e Dopo, e si muove nello spazio spesso con la calma e la sicurezza del treno, altre volte con lo stupore e la sorpresa della passeggiata in luoghi non familiari.

Ecco la nostra intervista ad Alessandra

Ciao Alessandra, a cosa si deve questo tuo amore per la Toscana?

La mia raccolta di poesie parte da un elemento autobiografico, cioè una storia d’amore che io ho vissuto e che è stata per me potentissima e distruttiva. Questa storia mi ha portato per un anno a vivere a Firenze e in questi luoghi della Toscana. Era una storia a distanza quindi è stata vissuta nel viaggio e nel cambio continuo di destinazione.

Estate “corsara” mi fa pensare a vacanze o scampagnate con amici, ma l’estate che tu racconti è un po’ diversa, mi sembra un libro in cui tramite la poesia hai fatto una grande riflessione su te stessa

A me piace creare titoli che in qualche modo creino un’idea che poi viene disattesa o risultino ossimorici rispetto al contenuto. Ho scelto questo aggettivo che rimanda agli Scritti corsari di Pasolini, ma in realtà l’ho preso da un aggettivo che i Baustelle usano in una canzone che si chiama “Le rane” e che loro accostano alla gioia. Mi piaceva questa idea di predazione e saccheggio, come qualcosa che viene portato via in maniera fraudolenta e che io associo all’estate. E’ la mia stagione, ma è una delle stagioni della vita metaforicamente. Come se la bellezza che è insita nell’estate e nella gioventù avesse poi un prezzo altissimo da pagare. Non è un momento di leggerezza, anzi per me è un momento in cui si tirano le somme di quello che siamo e della strada che fin lì abbiamo percorso.

Descrivi queste città toscane in modo diverso da quello che ci si aspetterebbe, sono come uno specchio in cui rifletti le tue emozioni

Assolutamente sì, il fulcro di questa raccolta non è tanto la relazione amorosa, ma il processo indennitario che occorre compiere quando le relazioni finiscono. Il senso della raccolta è proprio l’evoluzione di un’identità che si è costretti a fare per non sopperire a se stessi. Quindi i luoghi toscani diventano l’interlocutore, una sorta di persona, soggetto a cui ci si rivolge e rimangono anche l’unica cosa che resta. I luoghi sono anche gli osservatori, è per quello che non se ne dà una descrizione corrispondente alla realtà.

Una delle poesie della raccolta “ABCD” è diventata anche una canzone, com’è nata questa collaborazione?

Io ho sempre pensato che i grandi dolori possono essere gestibili quando diventano “cantabili”, forse anche perchè per me la musica ha sempre rappresentato la quiete. Ho deciso che uno dei testi di questa raccolta diventasse una canzone, per esorcizzare un dolore. Ho sottoposto il progetto a un mio amico musicista e poi con il suo produttore e videomaker abbiamo realizzato il progetto. Non è stata semplicemente “cantata” la poesia ma è stato fatto un lavoro sul testo e poi sul video insieme.

Stai continuando a scrivere poesie?

Io scrivo molto per lavoro in Università, mi occupo di saggi, recensioni e articoli. La poesia secondo me è strettamente correlata alla vita, è come un magma che abbiamo dentro e poi esplode quindi non può accadere sempre. In questo momento poesia non ne sto scrivendo, c’è uno svuotamento quasi fisiologico, tornerò a scrivere quando un altro ciclo dovrà iniziare.

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