© Sheila Niccolai per Fondazione Sistema Toscana

Storie /il signore del vino

Il viaggio intrigrante di Hideyuki Miyakawa, il pioniere del bio in Toscana

L’imprenditore giapponese fonda l’azienda Bulichella a Suvereto negli anni Ottanta. Arriva in Italia dopo essere partito dal Giappone appena ventenne. Un avventuroso viaggio in moto tra India, Iran e Pakistan. Poi a Torino l’incontro con Giugiaro al Salone dell’Automobile. Da qui diventa uno dei più grandi designer internazionali e porta lo stile italiano nel Sol Levante

Due paesi, il Giappone e l’Italia. Lontani, lontanissimi. Nel mezzo migliaia di chilometri e asfalto tra India, Iran, Pakistan. Il viaggio di un giovane di vent’anni negli anni Sessanta, alla scoperta di un mondo da esplorare, avventurandosi oltre il possibile. Hideyuki Miyakawa oggi è un imprenditore ultraottantenne del mondo del vino, fondatore dell’azienda Bulichella a Suvereto ma a cavallo della metà del secolo scorso aveva in mente altre esperienze per la sua grintosa vita. I motori, la passione per il design, la curiosità che l’ha spinto ad essere visionario e intraprendente.

La sua vita è un pezzo con melodie differenti. Ballata e ritmo, rock e passione cavalcate a bordo della sua moto, una Yamaguchi con motore a due tempi

Arriva in Italia nell’anno delle Olimpiadi di Roma dopo aver respirato culture profondamente differenti, incontrato persone, occhi, parole nuove. La sua vita è un pezzo con melodie differenti. Ballata e ritmo, rock e passione cavalcate a bordo della sua moto, una Yamaguchi con motore a due tempi. E’ stata la sua compagna di viaggio insieme all’amico con cui partì per l’avventura che l’avrebbe fatto approdare dopo Roma anche a Torino, al Salone dell’Automobile.

“A quattordici anni giocavo a baseball – racconta Miyakawa seduto nel giardino della sua azienda a Suvereto – dietro a lui un salice piangente e un olivo. Poi iniziai ad essere affascinato dalle moto e sono partito. Arrivato a Torino amici giapponesi mi chiesero di scrivere e inviare foto dal Salone dell’Automobile, così diventai reporter. In quell’occasione ho conosciuto una giovane ragazza innamorata del Giappone che poi sarebbe diventata mia moglie”.

Miyakawa
Miyakawa racconta l’incontro fortunato con Giugiaro al Salone dellAutomobile di Torino nel 1960

L’incontro con Giugiaro, Ferrari, Pininfarina

Sfoglia album con foto in bianco e nero mentre racconta la sua vita sintetizzata in scatti. Ogni immagine un ricordo, una storia. Incontri fortunati. Come quelli con designer e imprenditori che hanno fatto la storia dello stile italiano nel mondo: Giorgetto Giugiaro, Giovanni Bertone, Pininfarina.

‘Un’industria giapponese cercava collaboratori che creassero delle belle linee, ispirate al design italiano e così iniziammo a lavorare con Giugiaro’, racconta.

Miyakawa diventò poi socio dopo qualche tempo di Giugiaro nella Italdesign, che l’imprenditore italiano fondò insieme ad Aldo Mantovani nel 1968. Ma il giapponese decise di andare oltre attestandosi – di fatto – come uno dei principali fautori del successo del design tricolore nel Sol Levante. Una carriera in ascesa continua, che l’ha visto lavorare anche per Suzuki e Yamaha. Ed ancora in Italia con Enzo Ferrari e Nuccio Bertone.

Miyakawa è uno dei più grandi designer al mondo e pioniere del bio in Toscana
Miyakawa è uno dei più grandi designer al mondo e pioniere del bio in Toscana

Pioniere del biologico in Toscana

Suvereto per noi è stato l’ideale, non è freddo come a Torino e poi la gente qui è buona

Ma la storia di Hideyuki Miyakawa non si ferma qua. Una personalità eclettica come la sua non poteva avere un interesse verticale, una passione sola. Il suo amore sconfinato per la scoperta l’ha portato fino in Toscana dove è diventato pioniere del biologico. Negli anni Ottanta, quando il bio non era una moda e neppure uno stile di vita, ecco che Miyakawa dette vita a “Bulichella” e qui fece crescere la sua già numerosa famiglia, specchio della sua personalità. Sette figli, di cui tre adottati. Oltre il doppio di nipoti. Una grande famiglia, non solo nei numeri.

“La felicità per me è distribuire agli altri – mi confessa. Suvereto per noi è stato l’ideale, non è freddo come a Torino e poi la gente qui è buona. Abbiamo cercato in tanti posti ma poi abbiamo scelto questo, la “Bulichella”.

Una grande famiglia 

Un dna fatto di ricerca continua d’esperienza quello di Mr. Hideyuki che si ritrova anche in figli e nipoti. Non solo motori, non solo design, non solo vino. La famiglia del brillante giapponese si occupa anche di comunicazione e sport management, con l’azienda torinese Compact ha gestito e cura l’immagine di grandi campioni, da Del Piero fino a Gullit, Tomba, Alesi e ancora Trezeguet e lo stesso Roberto Baggio.

Suvereto, diritture e curve che avranno fatto innamorare anche la sua moto. Passione roboante che non smette di ardere

I nipoti invece sono affascinati dall’arte. Orso e Peter Miyakawa lavorano dietro la macchina da presa, di mestiere fanno i registi e sono considerati la nuova coppia di fratelli del cinema italiano. La loro prima opera ‘Easy Living’ uscirà nelle sale a settembre. Anche loro, come il nonno, hanno vissuto una vita in viaggio tra Torino, Milano e il Giappone. Ma Orso e Peter camminano ancora, Mr. Hideyuki invece il posto dove insediare radici l’ha trovato in un piccolo borgo toscano abbracciato dalle vigne. Diritture e curve che avranno fatto innamorare anche la sua moto. Passione roboante che non smette di ardere. Come un calice di ‘Hide’, Syrah intenso, pieno, fruttato, speziato. Armonioso. Il perfetto incontro tra Giappone e Italia, un abbraccio che trova la sua sintesi a Suvereto, in Toscana. Punto di arrivo e partenza di un viaggio che non finisce mai.

 

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