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Le fabbriche di Prato raccontano storie: nasce il turismo industriale alla scoperta del distretto del tessile

Percorsi nelle ex fabbriche e nelle aziende in attività per conoscere il territorio da una nuova prospettiva. Ogni ultimo fine settimana del mese, spettacoli e laboratori nei luoghi simbolo di una lunga tradizione manifatturiera

Turismo industriale Prato

Oltre l’arte e i soliti itinerari, Prato propone qualcosa di nuovo e diverso all’interno dell’offerta regionale: nessuna opera o museo, ma fabbriche che raccontano la storia di un territorio, l’essenza di una tradizione che connota un’area e che ha reso il tessile non solo un settore importante dell’economia locale, ma un segno distintivo sociale e culturale. Si chiama “turismo industriale”, proposto con l’acronimo Tipo, ed offre una prospettiva diversa su Prato. La tradizione produttiva, le realtà locali più contemporanee, l’archeologia industriale e  le stesse aziende in attività diventano attrazione turistica per visitatori nazionali e internazionali.

Un progetto  voluto dall’Osservatorio Turistico di Destinazione, in linea con le attuali  strategie regionali, che mette insieme enti locali, categorie economiche e operatori del turismo. Il nuovo progetto – in via sperimentale per un anno – è promosso da Comune di Prato, Museo del Tessuto, Fondazione CDSE Centro di Documentazione Storico Etnografica, Comuni di Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano, Vernio. Hanno collaborato ACTE (Associazione Comunità Tessili Europee), Visit Tuscany, Prato Turismo e Fonderia Cultart.

È un progetto ambizioso”, ha detto il sindaco di Prato, Matteo Biffoni nel corso della presentazione del progetto al Museo del Tessuto. Siamo convinti che siano tante le persone interessate a conoscere il mondo dell’industria, cosa c’è dietro la moda, della storia del tessuto e di un territorio. Abbiamo già fatto dei tentativi e i riscontri sono andati oltre le aspettative: siamo convinti che un’offerta come questa possa rappresentare il cambio di passo che interessa alla città, agli imprenditori e al mondo della cultura”.

Il video realizzato per il lancio del progetto. La regia e la direzione artistica sono di Francesca Arena, riprese e montaggio di Irene Saccenti e Matteo Picardi

Nuovi percorsi per aprire prospettive nuove sul territorio

Il calendario prevede visite alle fabbriche in attività, alla scoperta delle eccellenze di prodotto e di processo produttivo basato sul riuso della materia prima e sull’economica circolare. Poi laboratori creativi rivolti a bambini e famiglie e spettacoli ed eventi culturali che si terranno dentro stabilimenti in attività.

Da settembre, ogni ultimo weekend del mese e per i prossimi sei mesi, sarà possibile sperimentare i nuovi percorsi e le attività del turismo industriale. Il sabato spettacoli in luoghi suggestivi della produzione tessile sia storici che contemporanei. La domenica invece itinerari nel territorio provinciale, alla scoperta del patrimonio di architettura industriale e di ex fabbriche rigenerate con progetti di innovazione urbana. Inoltre, laboratori didattici per bambini nei musei aderenti al progetto – Museo del Tessuto, il Centro Pecci e il Mumat di Vernio – con attività legate ai temi del progetto. Durante i tour previste anche degustazioni con i prodotti tipici del territorio in collaborazione con EATPrato. Gli spettacoli in azienda del sabato potranno essere prenotati sulla piattaforma TicketOne. Per informazioni e prenotazioni delle attività delle domeniche telefonare al numero tel. 0574.1837859 scrivendo a prenotazioni.museiprato@coopculture.it.

“Con la partenza del turismo industriale, il Comune di Prato e tutto l’ambito turistico pratese si arricchiscono di un nuovo prodotto importante, che permetterà di distinguerci tra tutti gli altri ambiti turistici a livello non solo regionale ma anche nazionale – dichiara l’assessore comunale  al Turismo, Gabriele Bosi – La tradizione manifatturiera rappresenta da sempre un tratto essenziale della nostra identità locale e con questo progetto vogliamo farne un elemento attrattivo per tante persone sempre più interessate ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare, valorizzando sia le nostre aziende attive che quelle appartenenti al patrimonio dell’archeologia industriale”.

 

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