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Lunga vita alle bottiglie di vetro delle aziende vitivinicole: il progetto green dei laureandi di UniFi

L’idea sul recupero e il riuso dei contenitori di vino vince il premio “Startup Campus” dell’Ateneo fiorentino: già due importanti aziende toscane interessate all’idea

Foto Ri-Vetro

Recuperare le bottiglie di vetro delle aziende vitivinicole e ridargli una nuova vita, anzi molte vite. È il progetto dei giovani laureandi dell’Università di Firenze che hanno appena vinto Startup Campus. Si chiama Ri-vetro e il nome spiega già il progetto di vuoto a rendere, sanificazione e logistica avanzata che potrebbe coinvolgere le aziende toscane in un percorso lungimirante di economia circolare.

Il team è composto da quattro giovani, età compresa dai 22 ai 31 anni e indirizzi di studio diversi, ma in comune un’idea dal forte impatto ambientale. Sono Simone Marilli, Silvia Montorsi, Giulia Mussato e Chiara Stornaiuolo Pratesi. Si sono aggiuficati il premio  del percorso di formazione Unifi realizzato in collaborazione con Fondazione per la ricerca e l’innovazione e con il contributo con Fondazione CR Firenze. I gruppi di giovani universitari che hanno preso parte all’iniziativa presto entreranno nell’incubatore che negli ultimi anni ha supportato circa 70 progetti d’impresa.

Le bottiglie di vino da recuperare, sanificare e ridistribuire sul mercato

Il progetto è rivolto alle aziende vitivinicole, ma anche alla ristorazione e ai singoli cittadini. “Tra un anno avvieremo il primo progetto e per iniziare partiremo dalle degustazioni”, spiega Simone Marilli. “Il settore vitivinicolo è importante in Toscana, ha un grosso peso e anche un grande impatto ambientale soprattutto per via del vetro, una componente energivora dato che fonde a 1500 gradi”.

Un materiale anche costoso, soprattutto nell’ultimo periodo, e quindi allungare la vita dei contenitori potrebbe essere una soluzione economicamente conveniente. “Ogni bottiglia mediamente supporta dai 20 ai 50 lavaggi, dopo va distrutta. Il nostro obiettivo nel lungo termine è coinvolgere vetrerie locali per creare bottiglie  e contenitori di vetro più resistenti nel tempo”.

Intanto l’idea ha trovato già due possibili clienti, importati case vitivinicole toscane. “Abbiamo chiaro cosa vogliamo fare – spiega Marilli – All’inizio ci appoggeremo a un servizio terzo per la logistica legata al recupero e per la sanificazione dei contenitori di vetro, ma poi la nostra idea è di internalizzare. Stesso discorso per la logistica in uscita  e la riconsegna in lotti, seguendo gli standard attuali. Il nostro obiettivo è comunque implementare la filiera corta“.

Una progetto che potrebbe a breve già dare i primi risultati. “Una cosa importante da sottolineare – conclude il laureando – è che riciclo e riutilizzo non sono antagonisti, ma complemetari”. Allungare il ciclo di vita e creare bottiglie che resistono a più lavaggi persegue infatti lo stesso obiettivo: attivare un sistema produttivo più sostenibile e compatibile con i cambiamenti ambientali incombenti.

 

I vincitori di “UniFi Startup Campus”

Il premio “Unifi Startup Campus: startup e progetti d’impresa 2022” ha visto vincitrici altre sei realtà. Sul podio, al secondo posto  il progetto “Erlis” (Giovanni Lavacchini, Francesca Matteini, Alessandro Mei e Maurizio Orlando) che punta a offrire alle imprese del comparto edile delle soluzioni innovative e sicure per ottimizzare tempi e costi per la realizzazione di prefabbricati.

Il terzo posto è andato al progetto “Cicero” (Alessandra Bettiol e Irene Mattioli), che offre un servizio di consulenza rivolto a team di ricercatori in abito biomedico per il reperimento di bandi di finanziamento e di supporto per superare aspetti burocratici e tecnici.

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