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Vaccini, Astrazeneca e Moderna con il contagocce: si fermano gli hub vaccinali. Attesa per 10mila dosi di Johnson & Johnson

Il presidente della Regione, Giani: “Da oggi saremo costretti a rallentare a causa delle scarse forniture. Niente discorsi, servono più dosi”

Vaccino Astrazeneca al Mandela Forum - © Salvatore Bruno

Si fermano le vaccinazioni in tutti gli hub toscani per la mancanza di dosi Astrazeneca. Ieri sono state somministrate le ultime dosi, quelle prenotate il primo aprile. Lavora solo l’hub quello di Arezzo, che ha spostato per problemi logistici gli appuntamenti. “Da oggi saremo costretti a rallentare a causa delle scarse forniture. Niente discorsi, servono più vaccini”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

La prossima consegna di dosi Astrazeneca è attesa dopo il 14 aprile e si parla di una fornitura di appena 9mila dosi, troppo poco per la macchina vaccinale toscana. Una brusca frenata che cambia la tabella di marcia per i settantenni. Come sottolineato da Giani: “Siamo al 25% della prima dose ai 70-79enni, circa 120.000 persone su 410.000, ci collochiamo tra le prime tre Regioni per questa categoria”.

Le ultime indicazioni arrivate dal governo nazionale prevedono di utilizzare il vaccino AstraZeneca solo per chi ha più di 60 anni. “Le nuove raccomandazioni ci impongono di cambiare in corsa, per l’ennesima volta, la nostra programmazione – ha spiegato l’assessore alla Sanità, Simone Bezzini in Commissione Salute –  Il nostro programma era di somministrare AstraZeneca ai care-giver e ai volontari, ma ora dobbiamo ripensare la strategia per coloro che hanno meno di 60 anni, che in queste categorie sono la grande maggioranza”. Sembra, ma non è confermato, che possa arrivare una prima limitata fornitura di Johnson & Johnson: 10-11 mila dosi.

Con il contagocce anche Moderna. Solo  ieri sono state 15mila le prenotazioni fatte sul portale regionale dei vaccini da parte degli estremamente fragili.  Di questi 5mila sono già stati prenotati per i giorni 9, 10 e 11 aprile utilizzando le dosi arrivate. Il resto degli appuntamenti, invece, sarà spalmato dal 23 aprile al 7 maggio, in attesa che arrivino nuove fiale di Moderna, ma al momento non è programmata alcuna fornitura. La speranza è che, dopo aver concluso la somministrazione delle prime dosi Pfizer agli over 80, una parte di questi vaccini possa essere utilizzata per gli estremamente fragili.

Con gli altri vaccini in standby, la Regione punta su Pfizer, l’unico vaccino che arriva con puntualità. La fornitura da 110.000 dosi, consegnata martedì, è già stata suddivisa: 81.000 ai medici di famiglia sul territorio regionale, 3.000 all’Asl Toscana Nord Ovest per la somministrazione a domicilio, i rimanenti per richiami ed esigenze specifiche nel corso della settimana. La prossima settimana ne arriveranno altre 94mila dosi.L’obiettivo fissato dai vertici regionali è  somministrare entro il 25 aprile a tutti i 420.000 ultraottantenni la prima dose, per poi completare l’immunizzazione il 15 maggio.

Nell’ultima settimana abbiamo somministrato quasi 164mila dosi, siamo vicini alle 830mila dosi complessive. Ieri abbiamo somministrato 32mila dosi in un solo giorno –  commenta il presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo – In Toscana siamo in grado di fare un milione di vaccini al mese, il dato di ieri lo dimostra. Ma ora non possiamo farlo, perché i vaccini non stanno più arrivando. Il fatto che gli Hub vaccinali oggi abbiano dovuto chiudere per mancanza di vaccini AstraZeneca è una notizia gravissima. Oggi non è tempo di polemiche ma di vaccini, per questo chiediamo al governo nazionale di sbloccare questa situazione perché altrimenti generiamo un livello crescente di sfiducia nelle cittadine e nei cittadini”.

Qui è possibile seguire l’andamento della campagna vaccinale in Toscana.

 

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