Enogastronomia/

Un bando per promuovere la birra artigianale: la Regione Toscana stanzia 200mila euro

Il provvedimento vuole sostenere il patrimonio agroalimentare toscano e consolidare un settore in crescita. Il presidente Giani: “Una filiera fortemente identitaria del nostro territorio”

Birra artigianale e luppolo - © Missy Fant, Unsplash

Un bando per valorizzare e promuovere la filiera della birra artigianale. È quanto ha deciso la giunta toscana che, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato la delibera con le disposizioni attuative dell’avviso previsto dalla Legge regionale 34 del 2025.

L’iniziativa rientra nelle politiche regionali a sostegno del patrimonio agroalimentare toscano e mira a consolidare un settore che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa, sia in termini produttivi che di riconoscibilità sui mercati, integrandosi sempre più con l’offerta turistica ed enogastronomica regionale.

“Un provvedimento con cui vogliamo rafforzare una filiera giovane, dinamica e fortemente identitaria del nostro territorio – dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani -. La birra artigianale rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di integrazione tra agricoltura, innovazione e promozione turistica. Sostenere i microbirrifici significa investire nella qualità, nella sostenibilità e nell’attrattività della Toscana, valorizzando produzioni locali che raccontano il legame profondo tra territorio e competenze“.

“La legge regionale 34 del 2025 trova ora piena attuazione con un bando concreto e mirato – aggiunge Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana -. Abbiamo previsto un sostegno significativo, pari al 65% a fondo perduto, per accompagnare le imprese negli investimenti in innovazione, qualità e formazione. Puntiamo a rafforzare l’intero ciclo produttivo, incentivando anche l’utilizzo di materie prime regionali e premiando chi investe nei territori della Toscana diffusa, contribuendo così alla crescita economica e alla vitalità delle aree più fragili“.

I contributi

Per il 2026 sono stanziati complessivamente 200mila euro, suddivisi tra investimenti materiali (100mila euro) e investimenti immateriali (100mila euro), con un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili. I contributi richiesti non dovranno essere inferiori ai 3.500 euro e superiori ai 10.000 euro.

Spese ammissibili

Gli investimenti materiali possono riguardare interventi di ristrutturazioniee ammodernamenti degli impianti di produzione, dell’acquisto di macchinari e di strumenti di dotazione, in funzione delle innovazioni tecnologiche, sia in ambito organizzativo sia di processo produttivo, compresi i processi di certificazione di qualità; ed infine dello sviluppo della coltivazione e della lavorazione delle materie prime per la produzione della birra. Inoltre potranno riguardare la partecipazione ad attività di formazione degli operatori che svolgono attività di vendita e somministrazione e anche l’adesione a marchi collettivi riferiti alle birre artigianali e agricole.

Destinatari del bando

Le domande di accesso al contributo potranno essere presentate dai titolari dei microbirrifici e dai microbirrifici agricoli, che sono identificati con quelli che producono meno di 10.000 ettolitri di birra l’anno. Tramite l’attribuzione di punteggi di priorità viene posta particolare attenzione alla sostenibilità, alla qualità delle produzioni, alla valorizzazione delle materie prime toscane e alle realtà giovanili e femminili, oltre che alle imprese localizzate nei territori della Toscana diffusa.

Il relativo bando sarà pubblicato entro la metà del mese di marzo a questo link.

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