Si è concluso all’Argentario il viaggio della Blue Panda, la storica barca a vela del WWF ambasciatrice del Mediterraneo, ha attraversato dal 19 al 22 giugno il Santuario Pelagos fino a raggiungere l’Argentario, accendendo i riflettori su una delle aree più straordinarie, e al tempo stesso più minacciate, del nostro mare.
Il Consorzio Pelagos per tutelare i cetacei
L’approdo all’Argentario ha coinciso con un momento chiave: il lancio ufficiale in Italia del Consorzio Pelagos, presentato a Casa Pelagos, il museo interattivo dedicato ai cetacei nel cuore dell’Oasi WWF di Orbetello. Il Consorzio Pelagos è un progetto voluto dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco tramite la Pelagos Initiative e coordinato dall’Istituto Tethys ETS. Il progetto durerà quattro anni con 13 organizzazioni coinvolte tra ONG, istituzioni scientifiche, aree marine protette e partner istituzionali provenienti da Italia, Francia e Principato di Monaco, in un quadro coordinato volto a rafforzare la governance e la conservazione del Santuario.
Il Consorzio Pelagos nasce con l’obiettivo di colmare il divario tra conoscenza scientifica e azione concreta, affrontando alcune delle principali criticità che minacciano i cetacei e i loro habitat. Tra le priorità: introdurre misure efficaci per ridurre il rischio di collisioni tra navi e grandi mammiferi marini, mitigare l’inquinamento acustico sottomarino e promuovere la creazione di aree altamente protette.
Al centro del progetto c’è però soprattutto il ruolo delle comunità locali. Il Consorzio punta, infatti, a coinvolgere attivamente amministrazioni, cittadini, settore marittimo, mondo della pesca e operatori economici, promuovendo una visione condivisa e partecipata della conservazione marina.

Il viaggio della Blue Panda
La Blue Panda è partita da Santa Margherita Ligure, nell’Area Marina Protetta di Portofino: l’imbarcazione con a bordo esperti, influencer e divulgatori, ha navigato per oltre 200 miglia nautiche nel cuore dell’unica area marina transfrontaliera dedicata alla protezione dei mammiferi marini istituita da Italia, Francia e Principato di Monaco, attraversando ambienti pelagici caratterizzati da canyon sottomarini e scarpate continentali, habitat ideali per grandi cetacei come capodogli, zifi e balenottere comuni, oltre che per specie più costiere come il tursiope.
Il viaggio si è concluso a Porto Ercole dopo aver toccato luoghi simbolo come Macinaggio, Montecristo e l’Isola del Giglio. Grazie alla collaborazione di tutto il team a bordo è stato possibile avvistare in poco tempo 2 capodogli, 13 stenelle striate e 9 tartarughe Caretta caretta.
Il Santuario Pelagos, con i suoi 87.500 km² di superficie, rappresenta uno degli hotspot di biodiversità più importanti del Mediterraneo, dove vivono stabilmente otto specie di cetacei. Tuttavia, questo straordinario patrimonio naturale è sempre più esposto a pressioni crescenti: l’intenso traffico marittimo aumenta il rischio di collisioni letali con i cetacei, mentre l’inquinamento acustico e le attività umane compromettono habitat fondamentali per l’alimentazione e la riproduzione di queste specie.

“Il Santuario Pelagos rappresenta uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo per la conservazione dei cetacei – spiega Laura Pintore, Marine Wildlife Expert WWF Italia – con il Blue Panda Trip vogliamo avvicinare il pubblico alla straordinaria ricchezza di questo ecosistema e mostrare come la scienza, la cooperazione internazionale e il coinvolgimento delle comunità possano contribuire concretamente alla sua protezione.”
Durante la missione Blue Panda, il team a bordo ha vissuto un’esperienza immersiva con monitoraggio visivo e acustico, con occasioni di racconto della straordinaria ricchezza del Santuario, ma anche delle sfide urgenti per la sua tutela. Ma non solo: il viaggio ha unito virtualmente due comunità importanti per la tutela del Santuario: l’Area Marina Protetta di Portofino con il Comune di Santa Margherita Ligure, e gli enti, amministrazioni, aree protette tra i comuni di Monte Argentario, Orbetello e Capalbio, quest’ultimo confine più meridionale del Santuario.