In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi padre del burattino più famoso del mondo il Gabinetto Vieusseux di Firenze ospita la mostra “C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia”, a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini, ospitata all’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, a Palazzo Corsini Suarez, aperta fino al 15 giugno 2027.
L’esposizione attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte ricostruisce il percorso umano e letterario dello scrittore toscano, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato al Gabinetto Vieusseux e alla Firenze dell’Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo.
Tra i documenti più significativi in mostra figura la firma autografa di Carlo Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto, datata 30 giugno 1865. In una Firenze appena diventata capitale del Regno d’Italia Lorenzini era un giornalista dalla penna tagliente, impegnato nella cronaca e nella satira.
È il Collodi del Lampione, dello Scaramuccia, del Fanfulla: un autore capace di raccontare con ironia le contraddizioni della società contemporanea, anticipando molti dei personaggi e delle situazioni che ritroveremo nelle avventure del burattino.

Le opere in mostra
Tra i pezzi più preziosi e curiosi della mostra c’è la prima edizione delle Avventure di Pinocchio, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883. Un volume eccezionale anche per la sua provenienza: a concederlo in prestito è infatti la biblioteca della scuola media Cavalcanti di Sesto Fiorentino, custode di un autentico tesoro della letteratura italiana.
Accanto al volume sarà esposto anche il “Giornale per i bambini” del 1881, in prestito dalla Fondazione Spadolini, sulle cui pagine Pinocchio fece la sua prima apparizione il 7 luglio di quell’anno. La storia del burattino venne pubblicata a puntate, tra interruzioni e riprese, fino al 25 gennaio 1883, prima di essere raccolta in volume e diventare uno dei maggiori successi editoriali della letteratura italiana.
Tra i libri esposti anche la prima edizione inglese di Pinocchio, del 1892, sopravvissuta all’alluvione e un altro volume di grande valore storico e letterario: I racconti delle fate di Charles Perrault, tradotti da Carlo Lorenzini, opera che segnò uno dei suoi primi avvicinamenti al mondo della letteratura per l’infanzia.
La mostra dedica inoltre uno spazio importante alla fortuna artistica di Pinocchio, personaggio che ha attraversato generazioni, linguaggi e forme espressive.
Dall’Archivio Vinicio Berti arriva un cospicuo nucleo tra litografie, oli e commenti realizzati dall’artista per l’edizione di Pinocchio del 1981 e presentati per la prima volta nell’ambito di una vera e propria esposizione.
Ad arricchire il percorso sarà anche una scultura in ferro di Venturino Venturi raffigurante Pinocchio, studio preparatorio per la statua successivamente realizzata per il Parco di Collodi.
Le “Pinocchiate” il “sequel” di Pinocchio
Non tutti sanno che il successo di Pinocchio non si esaurì con il libro di Collodi. Il burattino divenne protagonista di un fenomeno editoriale sorprendente, quello delle cosiddette “Pinocchiate”: nuove avventure, continuazioni e storie parallele che sono veri e propri sequel e spin-off.
Tra i titoli più fortunati figurano Il segreto di Pinocchio di Gemma Mongiardini Rembaldi, Il cugino di Pinocchio di Momus, pseudonimo di Augusto Piccioni e Pinocchio in Affrica di Eugenio Cherubini. Opere che conobbero una notevole fortuna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ma che oggi sono pressoché scomparse dalla memoria dei lettori.
Proprio in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, il Gabinetto Vieusseux si prepara a ripubblicare questi tre libri. Grazie alle copie anastatiche sarà così possibile riscoprire una stagione poco conosciuta della letteratura italiana e di riflettere sulla straordinaria vitalità del personaggio di Pinocchio, capace fin dalla sua nascita di generare nuove storie e nuove interpretazioni.
