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Dal frutteto alla fitoterapia: nel carcere di San Gimignano nasce una filiera delle erbe officinali

Guidati dagli esperti della Società Italiana di Fitoterapia i detenuti apprenderanno le tecniche necessarie per coltivare, raccogliere, essiccare, conservare e lavorare le essenze vegetali, acquisendo competenze spendibili anche in ambito lavorativo

Fitoterapia

Dopo il giardino officinale e il frutteto, il progetto di agricoltura sociale promosso da Estra alla Casa di Reclusione di Ranza a San Gimignano compie un nuovo passo avanti.

Nell’ambito della campagna nazionale “OrtoFrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO₂ e Legambiente prende infatti il via un laboratorio di fitoterapia che offrirà ai detenuti un percorso di formazione professionale dedicato alla coltivazione e alla trasformazione delle piante officinali.

Guidati dagli esperti della Società Italiana di Fitoterapia (SIFit), i partecipanti apprenderanno le tecniche necessarie per coltivare, raccogliere, essiccare, conservare e lavorare le essenze vegetali, acquisendo competenze spendibili anche in ambito lavorativo.

Il programma prevede inoltre l’utilizzo di specifiche attrezzature di laboratorio, tra cui maceratori, percolatori e mulini per polveri, con l’obiettivo di creare una vera e propria piccola filiera produttiva all’interno dell’istituto penitenziario.

Le conoscenze acquisite permetteranno di realizzare preparati erboristici destinati ai disturbi più comuni della popolazione detenuta.

Tra questi tisane a base di melissa per favorire il rilassamento e contrastare insonnia e stati d’ansia, infusi di achillea e assenzio per il benessere dell’apparato digerente, oleoliti di elicriso per le infiammazioni cutanee, sciroppi balsamici a base di elicriso e lavanda e preparati di ribes nero dalle proprietà diuretiche e antinfiammatorie.

Tutte le produzioni seguiranno metodiche standardizzate e conformi alla normativa vigente.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “OrtoFrutteto Solidale Diffuso”, promosso da AzzeroCO₂ e Legambiente per favorire l’inclusione sociale e la tutela della biodiversità attraverso la realizzazione di frutteti solidali. Un percorso che unisce sostenibilità ambientale, formazione e reinserimento sociale, trasformando il contatto con la natura in un’opportunità concreta di crescita personale e professionale.

“È un’importante opportunità di crescita personale e professionale, consentendo ai detenuti di acquisire competenze specifiche potenzialmente spendibili in diversi ambiti produttivi, tra cui il settore erboristico, cosmetico, agricolo e della trasformazione delle materie prime naturali – dichiara Giuseppe Renna, direttore della Casa di Reclusione di San Gimignano –. La formazione costituisce uno degli strumenti più efficaci per favorire processi di responsabilizzazione individuale e per creare le condizioni necessarie a un concreto reinserimento nella società, ampliando il loro bagaglio professionale e rafforzare le prospettive di accesso al mercato del lavoro una volta concluso il percorso detentivo. Il progetto conferma il valore delle attività educative e formative all’interno degli istituti penitenziari, in coerenza con la funzione rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Costituzione italiana. Investire nella conoscenza e nella formazione significa infatti offrire opportunità reali di inclusione sociale, contribuendo alla costruzione di percorsi di autonomia, legalità e cittadinanza attiva. Attraverso iniziative di questo tipo, la Casa di Reclusione rinnova il proprio impegno nel promuovere interventi capaci di coniugare formazione, dignità della persona e sviluppo di competenze utili a favorire un reinserimento sociale”.

“Quando abbiamo deciso di sostenere questo progetto – afferma Francesco Macrì, presidente di Estra – sapevamo che il suo valore non si sarebbe misurato nel numero di piante messe a dimora, ma nel percorso che esse avrebbero generato. Imparare a riconoscerle, coltivarle, trasformarle secondo metodo e rigore scientifico, dando forma e significato al tempo attraverso il lavoro. Per Estra, questo è il senso più autentico della sostenibilità: la capacità di generare valore concreto per le comunità e per le persone, anche nei contesti più difficili. È il modello di sviluppo in cui crediamo: quello che lascia un segno duraturo nei territori in cui operiamo”.

“La Società Italiana di Fitoterapia è particolarmente onorata di essere stata coinvolta nell’iniziativa OrtoFrutteto Solidale Diffuso presso la Casa di Reclusione di Ranza e aderisce pienamente agli scopi di questa iniziativa – dice Roberto Della Loggia, presidente della Società Italiana di Fitoterapia –. La formazione di base dei detenuti che si occupano della coltivazione delle piante officinali rappresenta da un lato un elemento essenziale affinché la coltivazione, che già da sé ha un valore formativo, trovi la sua ragione nell’utilizzazione pratica di quanto coltivato; dall’altro costituisce un piccolo patrimonio di conoscenze che potrà rivelarsi utile, una volta scontata la pena, per l’inserimento nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda i docenti della SIFit che danno la loro disponibilità, affrontare una classe di allievi così diversa dai loro studenti universitari rappresenta una sfida ma anche un’occasione di arricchimento personale”.

“Questa iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come la sinergia tra istituzioni, privato sociale e mondo scientifico possa concretamente favorire l’inclusione e il riscatto sociale – aggiunge Daniela Morbis, assessora alle politiche sociali e per l’inclusione del Comune di San Gimignano –. Attraverso l’agricoltura sociale e l’apprendimento di una professione specialistica come la fitoterapia, non solo offriamo ai detenuti competenze reali e spendibili per il loro futuro reinserimento nella comunità, ma promuoviamo anche un modello di benessere profondo e di cura della persona che parte dal lavoro e dal contatto con la terra”.

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