Un passo concreto verso una gestione più efficiente della risorsa idrica e un sostegno strategico all’agricoltura maremmana. Ad Alberese sono state inaugurate le prime due dighe mobili del nuovo comprensorio irriguo realizzato dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, opere che segnano l’avvio di un innovativo sistema di irrigazione collettiva destinato a servire una delle aree agricole più importanti della Toscana.
Le due strutture, collocate sui canali Padulino e Barbicato, sono state realizzate grazie a un finanziamento di 1,14 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso la Regione Toscana. Gli sbarramenti consentono di accumulare complessivamente circa 27 mila metri cubi di acqua dolce proveniente dal fiume Ombrone, trasformando i canali di bonifica in serbatoi lineari a cielo aperto utilizzabili durante i periodi di maggiore necessità irrigua. Un sistema progettato per garantire sicurezza idraulica e, allo stesso tempo, offrire una risposta concreta alle esigenze delle aziende agricole in un contesto sempre più segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras, il direttore generale di Anbi nazionale Massimo Gargano, il presidente di Anbi Toscana Paolo Masetti e, per il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, il presidente Federico Vanni e il direttore generale Fabio Zappalorti. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali e del Parco della Maremma.
L’inaugurazione delle prime opere è stata anche l’occasione per guardare al futuro del progetto. Il Consorzio ha infatti annunciato l’assegnazione di un ulteriore finanziamento regionale di 1,6 milioni di euro, ottenuto nell’ambito del Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027, che consentirà la realizzazione della terza e più importante diga mobile del sistema, prevista sul canale Essiccatore principale.
Una volta completata, la nuova infrastruttura permetterà di incrementare significativamente la capacità di accumulo idrico, portandola a oltre 166 mila metri cubi complessivi. L’intero sistema entrerà a regime entro il 2027 e garantirà disponibilità d’acqua a 98 aziende agricole su oltre 1.100 ettari di superficie coltivata, contribuendo al contrasto del fenomeno della risalita del cuneo salino e alla tutela dell’equilibrio ambientale dell’area limitrofa al Parco della Maremma.
“Le prime due dighe mobili inaugurate ad Alberese – sottolineano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika – sono un intervento strategico per il futuro della Maremma e dell’agricoltura toscana. Investire nella gestione della risorsa idrica significa dare risposte concrete alle imprese agricole, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e tutelare un territorio di straordinario valore ambientale come quello del nostro parco regionale della Maremma. L’attivazione di questo nuovo sistema irriguo e il finanziamento per la realizzazione della terza diga mobile dimostrano come la Toscana stia lavorando con visione e programmazione, affiancando i Consorzi di Bonifica e le comunità locali nella costruzione di infrastrutture innovative e sostenibili».
“L’inaugurazione delle prime due dighe mobili di Alberese – ha aggiunto Leonardo Marras, assessore regionale all’Agricoltura – rappresenta un risultato concreto della capacità della Toscana di programmare e investire in infrastrutture utili alle imprese agricole e alla tutela del territorio. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente pressione sulla risorsa idrica, garantire acqua alle aziende significa sostenere competitività, reddito e occupazione, ma anche preservare l’equilibrio ambientale di un’area straordinaria come quella del Parco della Maremma. Il finanziamento regionale per la realizzazione della terza diga mobile conferma la volontà di proseguire su questa strada: quella di un’agricoltura moderna, sostenibile e capace di affrontare le sfide future attraverso innovazione, collaborazione istituzionale e investimenti mirati. L’irrigazione collettiva è una scelta strategica per la Maremma e per l’intera Toscana».