Il museo botanico dell’Università di Pisa ha digitalizzato 357mila campioni del suo erbario. Un’operazione massiva, promossa dal National Biodiversity Future Center e coordinata dall’Università di Padova, con fondi Pnrr, che a livello nazionale ha portato all’acquisizione delle immagini di oltre 4 milioni di campioni conservati in importanti erbari italiani.

Due nuove borse di ricerca in Biologia
L’operazione sull’erbario è stata uno dei tre interventi strategici con cui il museo botanico dell’Ateneo ha chiuso il 2025. Un’altra azione riguarda il progetto Erbot, dedicato alla digitalizzazione delle collezioni ottocentesche dell’Orto Botanico di Lucca e dell’Orto e dello stesso museo universitario pisano.
Grazie al progetto, finanziato dalla Regione Toscana e cofinanziato dal Comune di Lucca, sono state attivate due borse di ricerca biennali al Dipartimento di Biologia e sono stati digitalizzati l’erbario di Théodore Caruel (1830-1898) e quello di Giovanni Giannini (1793-1871), due nuclei storici di grande valore scientifico.
Rinnovata, inoltre, la sala “nuove acquisizioni” del museo, dove sono conservati circa 40.000 campioni: uno spazio fondamentale, spiega l’Università, per la gestione e la conservazione del nuovo materiale in ingresso. L’intervento ha previsto la sostituzione degli arredi e una più ampia riqualificazione strutturale dell’ambiente progettato per garantire la tutela dei campioni e migliori condizioni di lavoro del personale.