Per troppo tempo relegate ai margini di una narrazione prevalentemente maschile, le donne della Resistenza furono protagoniste attive della lotta di Liberazione, non semplici figure di supporto. A restituire loro il giusto riconoscimento è il progetto Resistenze femminili: fonti, storie, percorsi, promosso dall’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea con il contributo dell’assessorato alla Cultura della Memoria della Regione Toscana.
Al centro del progetto c’è il video Donne nella Resistenza fiorentina, 1943-1944, disponibile sul canale YouTube dell’ISRT e curato dalle storiche Francesca Cavarocchi e Giada Kogovsek, con regia e montaggio di Nicola Melloni per Rumi Produzioni.
Attraverso documenti e ricerche d’archivio, il filmato riporta alla luce le storie di donne che contribuirono alla lotta contro il nazifascismo con coraggio e determinazione.
“Proteggere da tentativi di negazionismo e revisionismo, approfondire, diffondere ed attualizzare la Memoria, con particolare attenzione verso le giovani generazioni, è da sempre un impegno che, come Regione Toscana, convintamente portiamo avanti, orgogliose ed orgogliosi di affondare le radici nei valori dell’antifascismo e della Resistenza – ha affermato l’assessora regionale Alessandra Nardini – Crediamo che questo sia un preciso dovere delle istituzioni e noi cerchiamo di adempiere al meglio anche grazie al prezioso ed insostituibile lavoro dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Eta’ contemporanea e della rete degli Istituti presenti nei territori toscani. In questo specifico progetto si fa un’ulteriore scelta importante: si valorizza il ruolo attivo delle donne nella Resistenza e nella lotta di Liberazione, a lungo taciuto ed ancora oggi non adeguatamente riconosciuto e celebrato. Sono davvero felice che oggi, seppur con ritardo, nel nostro Paese si stia prendendo sempre più consapevolezza del contributo fondamentale delle donne. A maggior ragione alla luce dei rigurgiti nazifascisti a cui assistiamo e di uno scenario internazionale in cui tornano guerre e violenze, oggi più che mai dobbiamo diffondere la Memoria, raccontare l’abisso toccato dell’umanità, le responsabilità del fascismo e del nazismo e ricordare le donne e gli uomini che scelsero la parte giusta della storia, battendosi per la libertà, la democrazia e la pace. La Memoria come vaccino rispetto all’indifferenza e alla rassegnazione”.
Le donne della Resistenza protagoniste della storia
Nella provincia di Firenze circa 400 donne furono riconosciute come patriote o partigiane combattenti, ma il loro numero reale fu probabilmente molto più elevato.
Accanto alle staffette, impegnate nel trasporto di messaggi, armi e medicinali, ci furono donne coinvolte nella raccolta di informazioni militari, nella diffusione della stampa antifascista, nel sabotaggio e negli scioperi operai.
Fondamentale fu anche la Resistenza civile, attraverso le reti di solidarietà che offrirono aiuto e protezione a perseguitati politici, ebrei, renitenti alla leva e militari alleati in fuga.
Tra le figure raccontate nel video ci sono Maria Luigia Guaita, impegnata nei collegamenti tra i comandi partigiani e gli Alleati, Tosca Bucarelli, coinvolta nelle azioni armate dei Gruppi di azione patriottica, Gilda Larocca, attiva in radio CORA, e Tina Lorenzoni crocerossina insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Accanto a loro, Anna Fondi, Tosca Martini e Walma Montemaggi testimoniano il contributo femminile alle lotte operaie e alle reti clandestine.
Tra le storie più drammatiche, quella di Anna Maria Enriques Agnoletti, torturata e fucilata nel giugno 1944.
Dopo la Liberazione, molte donne continuarono il proprio impegno nella politica, nelle istituzioni e nelle associazioni: tra queste Eleonora Benveduti Turziani, prima donna sindaca della Toscana, eletta a Scandicci.
Il progetto ha coinvolto anche le nuove generazioni: oltre 200 studentesse e studenti di dieci classi degli istituti Galileo, Castelnuovo, Rodolico, Cellini, Marco Polo, Russell Newton e Chino Chini hanno partecipato a trekking urbani nel centro storico di Firenze e nel quartiere di Sant’Ambrogio, ripercorrendo i luoghi e le vicende delle donne della Resistenza.
Un ulteriore intervento riguarda il recupero della memoria orale. L’ISRT ha avviato la trascrizione di interviste a otto donne, registrate su nastro nei decenni scorsi, che saranno rese accessibili al pubblico. Testimonianze preziose di antifasciste e donne comuni, capaci di restituire uno spaccato della vita durante il fascismo, la guerra e la Resistenza.