Si celebra oggi, mercoledì 11 febbraio, la “Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza”, istituita nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e patrocinata dall’UNESCO, con lo scopo di “promuovere la piena ed equa partecipazione di donne e ragazze nella scienza, in materia di istruzione, formazione, occupazione e processi decisionali” .
C’è bisogno di una giornata come questa? Si, come riporta OnuItalia “statisticamente, a livello internazionale, le donne e le ragazze costituiscono solo il 28% dei laureati in ingegneria e il 40 di quelli laureati in informatica e computer science. Passando invece al campo della ricerca, è interessante notare come alla percentuale femminile di ricercatori, stimata intorno al 33,3%, siano garantite di solito borse significativamente inferiori a quelle dei colleghi maschi, tendendo ad avere una vita lavorativa più corta e peggio pagata.”
La situazione in Italia
Il rapporto di genere AlmaLaurea 2026 ha evidenziato che le laureate Stem in Italia sono un numero contenuto e stabile: tra i laureati Stem del 2024 le donne sono il 41,1%, percentuale invariata dal 2015, mentre tra i dottori di ricerca Stem la quota femminile cala, al 36,7%. Questa “segregazione” di genere nei percorsi Stem per gli analisti non può essere ricondotta a fattori individuali ma riflette l’effetto di condizionamenti sociali e culturali che agiscono lungo l’intero percorso formativo.
L’iniziativa di Fondazione Toscana Life Sciences
Ecco quindi, che diventa fondamentale raccontare invece le esperienze professionali del mondo femminile in ambito scientifico. In occasione di questa celebrazione la Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) ha organizzato l’evento “Scienze della vita, vite di scienza”.
Per l’occasione il Santa Chiara Lab dell’Università degli Studi di Siena ha ospitato un momento di riflessione e confronto che ha visto protagoniste otto donne in rappresentanza di alcuni dei principali enti del territorio, che hanno raccontato le proprie esperienze professionali e umane in ambito life sciencesdavanti a una platea formata da circa 180 tra studenti e docenti del liceo classico Piccolomini di Siena, degli istituti Roncalli di Poggibonsi, Caselli e Monna Agnese di Siena e del corso ITS Green Lab di Fondazione VITA di Grosseto.
“Anche quest’anno– ha commentato Andrea Paolini Frati, direttore generale di TLS – la Fondazione Toscana Life Sciences ha voluto dare il suo contributo per favorire una cultura scientifica sempre più inclusiva. Un’occasione in più per avvicinare gli studenti alla scienza attraverso alcune testimonianze di professioniste che mettono in luce il ruolo cruciale delle donne all’interno della comunità scientifica del territorio. Un racconto, quello al femminile, che non deve stupire, perché ormai da anni sono sempre di più le donne che lavorano nel settore delle life sciences: in TLS il 57% dei dipendenti è donna e di queste il 67% si occupa di attività di ricerca e servizi scientifici. Donne con una formazione altamente qualificata: sono laureate ben l’88% e di queste oltre la metà ha conseguito un dottorato di ricerca; il 53% del totale ha conseguito un percorso di studi a indirizzo scientifico”.