Alis Mata è il nome d’arte di Alice Dominici: di giorno ricercatrice universitaria, di sera cantautrice.
Pur avendo sempre scritto e cantato, con tanto di un tour live da interprete in Costa Rica all’età di diciassette anni, ha iniziato ad autoprodurre i suoi pezzi solo a giugno 2020.
Come cantautrice, accompagna testi fortemente introspettivi e caratterizzati da riflessioni difficili con una voce limpida, arrangiamenti leggeri e melodie popolari.
Musicalmente unisce la tradizione italiana a sonorità folk-country di ispirazione americana, con una forte attenzione al testo e alla vocalità.
“Anche meno” è il nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album “Bestie Mortali” e arriva dopo il precedente singolo “Elefante”, vincitore del premio per il miglior testo al Just Folk Festival, assegnato da Stefano Petrocchi del Premio Strega.

Ecco la nostra intervista a Alis Mata
Ciao Alis, raccontami un po’ la tua storia. Quando hai iniziato a fare musica?
Da sempre, ho iniziato quasi prima a cantare che a parlare, ma diciamo un po’ più sul serio durante l’adolescenza. Ho passato un anno all’estero con Intercultura, in Costa Rica, e sono stata ospitata dalla famiglia Mata. Alis era il mio nome in spagnolo quando vivevo lì. In Costa Rica mi è capitato di suonare molto perché un cantatore locale mi ha un po’ preso a cuore e mi ha praticamente portata in tour con lui. Poi sono tornata in Italia, ho studiato moltissimo e parallelamente alla mia attività di cantautrice sono diventata una ricercatrice universitaria.
la musica è qualcosa di fondamentale, che nutre una parte importantissima del mio spirito e non posso farne a meno
Quali sono gli artisti che per te sono stati fondamentali?
Dal punto di vista proprio di ispirazione come mondo sonoro, ovviamente Bob Dylan, Joni Mitchell, anche i Creedence Clearwater Revival. Quindi faccio riferimento a un mondo molto americano, ma ho anche una fortissima predilezione, un grande attaccamento per il cantautorato italiano. Sono cresciuta ascoltando a ripetizione Franco Battiato e ci sono molti temi anche nel disco che riprendono un po’ il suo filone, soprattutto spirituale. Di chi è ancora in vita ti direi Carmen Consoli, sicuramente, per la profondità dei testi che scrive, e Lucio Corsi a cui peraltro sono molto vicina anche per altri motivi.
Come sarà il nuovo disco?
Si chiama Bestie Mortali, è un disco dalle sonorità tipicamente analogiche, uscirà entro la fine dell’anno. Il primo singolo “Elefante” va in direzione folk rock, mentre il secondo “Anche Meno” è distintamente western country. Sicuramente sono tutte sonorità di derivazione americana, ma con molta attenzione a scegliere strumenti, ma anche amplificatori e microfoni che ricreino un suono analogico, quasi anni ’70.
“Anche Meno” il nuovo singolo è un invito a prendersi il proprio tempo, a rallentare
Sì, anche a vivere con più equilibrio. Non è necessariamente un invito a rallentare per fare di meno, ma per fare il giusto. Molto spesso ci autoimponiamo una pressione, un’ansia che non aiutano realmente a fare di più. C’è un limite oltre il quale non si può andare e in questo periodo storico diventa difficile identificarlo perché siamo costantemente sovrastimolati.
Che cos’è per te la musica?
È una delle mie vite. Io vivo più vite in parallelo e la musica è qualcosa di fondamentale, che nutre una parte importantissima del mio spirito e non posso farne a meno, quindi continuo a farla.