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Lilly, 150 anni di innovazione farmaceutica: Firenze racconta la medicina del futuro

Dal 22 al 27 settembre il Forte Belvedere apre alla città con sei giorni gratuiti tra spettacoli, videomapping e divulgazione scientifica. Al centro ricerca, innovazione, prevenzione e accesso alle cure

Eli Lilly

Sei giorni per raccontare 150 anni di scoperte che hanno contribuito a cambiare la storia della medicina moderna e, allo stesso tempo, guardare alle sfide della salute del futuro.

È questo l’obiettivo di “Guardare lontano”, l’iniziativa con cui l‘azienda farmaceutica Lilly celebra a Firenze i suoi 150 anni di attività: dal 22 al 27 settembre il Forte Belvedere sarà aperto gratuitamente alla città con un programma di spettacoli, videomapping e incontri dedicati alla divulgazione scientifica.

Dall’intelligenza artificiale applicata alla ricerca ai dati real world per una medicina sempre più preventiva e predittiva, fino all’innovazione per rendere la salute accessibile a tutti, il percorso ripercorrerà alcune delle grandi tappe della ricerca farmaceutica, dalla scoperta della penicillina fino alle prime insuline ottenute con la tecnologia del Dna ricombinante.

L’iniziativa coinvolgerà anche le comunità locali e la popolazione aziendale del campus di Sesto Fiorentino, hub produttivo inserito nella rete globale di Lilly.

Quasi 700 dipendenti saranno protagonisti della più ampia edizione italiana dei Global Day of Service, le giornate di volontariato promosse dall’azienda insieme a nove organizzazioni del Terzo settore e imprese impegnate nell’impatto sociale e ambientale.

Il programma è stato presentato nel corso di un evento al Forte Belvedere, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali.

“Il nostro impegno è contribuire a sviluppare soluzioni capaci di cambiare il corso delle malattie”, ha affermato Elias Khalil, presidente e general manager dell’Italy hub di Lilly, spiegando che “l’Italia ha un ruolo centrale in questa visione: qui coordiniamo un hub che comprende 20 Paesi dell’Europa centro-orientale, una delle geografie più importanti per Lilly a livello mondiale”.

Un rapporto ormai profondamente radicato nel territorio è quello tra Lilly e la Toscana, come ha sottolineato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. Fra l’istituzione e Lilly c’è “un rapporto consolidato che vede la Toscana orgogliosa del fatto che questa multinazionale in realtà ormai è di casa. Non viviamo più il senso della multinazionale, ma della comunità in cui Lilly sviluppa i suoi progetti, perfeziona la realizzazione dei farmaci, assicura lavoro ai nostri concittadini. Ci sentiamo di poter dire che Lilly è un’impresa che ha molta Toscana in corpo”.

Sulla stessa linea Damiano Sforzi, sindaco di Sesto Fiorentino, che ha evidenziato il legame tra l’azienda e il tessuto scientifico e produttivo locale:Continuiamo a collaborare in maniera positiva, tenendo conto che una realtà così importante si inserisce in un territorio, in una comunità”, ha affermato, ricordando che “quando parliamo di Lilly non possiamo non pensare al Polo scientifico, al Cnr, alle professionalità che vengono ricercate. Con Lilly ci troviamo spesso perché il loro sviluppo è il nostro sviluppo, e viceversa”.

Nel corso dell’incontro Khalil ha affrontato anche il tema dell’accesso ai farmaci innovativi e delle prospettive di investimento in Italia. Il nostro Paese è “un Paese in cui vogliamo continuare ad investire, consapevoli che la criticità principale, rispetto ad altri Paesi europei, rimane la velocità di accesso ai farmaci innovativi per i pazienti”, soprattutto oggi che “l’80% dei bilanci regionali” in sanità “è speso sulle malattie croniche e il 40% di italiani ha una malattia cronica, con l’invecchiamento della popolazione possiamo aspettarci che ci sarà sempre più richiesta”.

Un tema che, secondo il manager, si intreccia con i tempi delle procedure e con il finanziamento del sistema sanitario. “I tempi di negoziazione dell’agenzia regolatoria italiana più lunghi e il meccanismo del payback, che pesa sulle aziende straniere, penalizzano l’attrattività del sistema rispetto a Germania, Francia e Spagna”, ha osservato Khalil, secondo cui “per questo rimane fondamentale il dialogo con le istituzioni”, un dialogo che “c’è, esiste, continua” ma “possiamo fare di meglio, dobbiamo finanziare più il sistema sanitario” perché oggi in Italia “tutto il sistema sanitario è sottofinanziato, questo noi l’abbiamo detto non una volta, ma tante volte, e su questo abbiamo il problema del payback”.

Infine, il ruolo dello stabilimento di Sesto Fiorentino nella produzione e nell’export farmaceutico. “Produciamo farmaci e soluzioni per oltre 60 Paesi nel mondo, esportando il 95% di ciò che produciamo”, ha sottolineato Khalil. “E’ anche grazie alla nostra produzione che la Toscana, la regione che ci ospita, ha visto crescere la quota di export farmaceutico a oltre 22 miliardi di euro di valore nel 2025, per una crescita quasi raddoppiata (+93%) su base annua, diventando uno dei primi poli in Italia”.

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