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Rossi a Conte: ‘Riaprire aziende vocate all’export’. Nuove regole per la sicurezza anti-contagio

Il governatore toscano in una lettera al premier chiede la riapertura rapida per circa 3 mila aziende della regione. Firmata la nuova ordinanza che fissa un decalogo di 10 regole da rispettare per evitare i contagi  dai traporti pubblici e privati fino ai luoghi di lavoro, le regole da seguire

lavoro corona virus

E’ tempo di far ripartire lavoro e produzioni. E’ chiaro il governatore della Regione Toscana nella lettera inviata al premier Conte, nella quale ribadisce l’urgenza di tornare a dare il via libera alle imprese, sopratutto a quelle che esportano nel mondo. Si tratta di circa 3 mila aziende che realizzano più di un quarto del fatturato sui mercati internazionali: concretamente si parla di circa 90 mila lavoratori impiegati nelle fabbriche e altri 25 mila coinvolti nella filiera. Secondo i dati Irpet queste imprese – principalmente dei settori moda, oreficeria e meccanica, valgono un terzo del Pil regionale, ossia circa 33 miliardi di euro all’anno.

Intanto Rossi – che più di una volta ha ribadito l’esigenza di studiare velocemente ‘il come’ far ripartire i motori dell’Italia e della Toscana, ha firmato ieri una nuova ordinanza, dopo aver dibattuto nei giorni scorsi – in videoconferenza – con sindacati, associazioni di categoria e aziende. L’ordinanza prevede nuove regole da rispettare, sia da chi non ha mai fermato lavoro e produzioni, sia da chi invece dovrà riaprire. Oltre a questo tutti i datori di lavoro dovranno redarre un protocollo di sicurezza anti-contagio da inviare alla Regione entro 30 giorni, a partire dalla data di ieri. 

Nello specifico l’ordinanza prevede:

Trasporti – Obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici e pulizia delle mani prima e dopo l’utilizzo. Consigliato dove possibile l’uso di bicicletta e mezzi elettrici. Raccomandata la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo. Distanza sociale nei luoghi di lavoro – Un metro e ottanta centimetri di distanziamento sociale in fabbrica, nei laboratori artigianali e negli uffici.

Mascherine a carico del datore di lavoro – Se nella riorganizzazione dei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine FFP2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche contemporaneamente) per chi lavora all’interno di uno stesso ambiente. Le mascherine chirurgiche saranno obbligatorie sempre e dovranno essere fornite dal datore di lavoro: negli spazi chiusi in presenza di più persone, si specifica al punto tre, ma anche negli spazi aperti quando non è garantito il mantenimento della distanza personale.

A casa con febbre o sintomi influenzali – Chi ha febbre od altri sintomi influenzali, suggestivi di Covid-19, dovrà rimanere a casa: il datore di lavoro potrà misurare la temperatura ai dipendenti all’ingresso oppure raccogliere una loro dichiarazione.

Igiene – La frequente e minuziosa pulizia delle mani è raccomandata in più momenti dell’attività lavorativa e non solo a inizio turno: per questo dovranno essere installati appositi dispencer. Gli ambienti dovranno essere sanificati almeno una volta al giorno, pulendo con candeggina o altri prodotti simili porte, maniglie, tavoli e servizi igienici e annotando il tutto su appositi registri. Dovrà essere garantito, per quanto possibile, anche il ricambio di aria e la sanificazione periodica, secondo precise indicazioni, degli impi anti di aerazione, che altrimenti dovranno rimanere spenti.

Riorganizzazione servizi mensa – Il decalogo si conclude con la riorganizzazione del servizio mensa, dove si dovrà porre attenzione alla distanza tra le persone e le sanificazione dei tavoli dopo ogni pasto.

Per i negozi ci sono alcune misure in più: obbligo di accessi regolamentati e scaglionati con percorsi diversi, se possibile, di entrata e uscita, pannelli di separazione tra lavoratori e clienti alle casse e sui banchi, ingressi per non più di una persona a famiglia (salvo casi di bambini e persone non autosufficienti), obbligo per tutti di mascherine, guanti monouso o comunque pulizia delle mani. La distanza di un metro e ottanta centimetri tra le persone dovrà essere garantita anche nei mercati all’aperto.

 

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