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Moda, a Firenze nasce Coclicò: foulard sostenibili fatti a mano e ispirati all’arte

Il brand lanciato da due sorelle propone stampe e linee ispirate da maestri come Giotto e Beato Angelico ma anche da icone della moda come Elsa Schiaparelli

Il brand Coclicò

Nasce a Firenze il marchio di accessori sostenibili Coclicò, con una produzione in tiratura limitata e certificazioni ambientali, in cui ogni dettaglio (dal tessuto al packaging) è stato creato secondo principi di sostenibilità.

La linea comprende borse e foulard, realizzati in 100% seta, stampati su entrambi i lati e rifiniti con orlatura fatta a mano, un tratto distintivo dell’alta artigianalità. La seta è stata scelta per la sua leggerezza e per la capacità di accompagnare le forme senza imporle, lasciando libertà di movimento e interpretazione

L’ispirazione dall’arte e dalle icone della moda

Il brand è nato dalla complicità tra due sorelle gemelle, Ilaria e Sara, che dopo anni tra Firenze e Parigi hanno trasformato il loro vissuto – le radici liguri, i viaggi in India, le estati italiane della loro infanzia – in un progetto che parla attraverso colori, pattern e memorie condivise, dando vita ad una linea di foulard contemporanei, pop e Mediterranei. “Disegniamo foulard che possano parlare a donne diverse, con stili diversi. Sono accessori universali: ognuna li indossa e li reinterpreta secondo il proprio linguaggio” hanno spiegato le due fondatrici del brand.

L’ispirazione per le stampe viene dai colori dell’arte medievale e rinascimentale, tra tutti Giotto e Beato Angelico, ai capolavori dell’arte moderna e contemporanea, ma anche alle icone della moda, prima tra tutte Elsa Schiaparelli, per il suo legame con il mondo dell’arte ed il forte senso ironico, Rosa Genoni per il suo intuito visionario, ma anche Roberto Capucci per il suo amore per l’Oriente, Iris Van Herpen e Robert Wun per la fluidità eterea delle loro creazioni.

I disegni dei foulard, realizzati a mano a Firenze, si ispirano alla natura, e all’immaginario visivo che ha cresciuto le due fondatrici: il giallo abbagliante delle ginestre, il rosso dei corbezzoli, l’eleganza delle tamerici ma anche i racconti dei nonni di Procida e gli abissi marini immortalati dalle foto del padre sommozzatore. Dentro ogni linea, ogni colore, ogni disegno vive la memoria del Mediterraneo, la sua cultura, le sue storie, le sue ricchezze e tradizioni.

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