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Nasce il Distretto biologico del Territorio Fiorentino, il tredicesimo in Toscana: 1.000 ettari e 95 aziende agricole in rete

Oggi il riconoscimento ufficiale della Regione, che si conferma regina italiana del biologico con oltre 5mila aziende coinvolte nei Distretti bio

Agricoltura biologica della Toscana - © HQuality

La via della Toscana al biologico segna un altro passo, grazie al riconoscimento da parte della Regione del Distretto biologico del Territorio Fiorentino. Oggi, in Sala Pegaso a Palazzo Strozzi Sacrati, è stato presentato il nuovo Distretto: con il riconoscimento della Regione l’accordo sarà ora trasmesso al ministero dell’Agricoltura, per ottenere il riconoscimento formale  Risultato di un percorso di facilitazione, sostenuto da Fondazione CR Firenze, che ha messo insieme le aziende dei Comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci con il coordinamento della Rete Semi Rurali e delle pubbliche amministrazioni.

76 comuni e oltre 5mila aziende nei Distretti biologici

“Oggi presentiamo il tredicesimo Distretto, che ha particolare importanza – ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani – interessa un’area di oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole, mettendo in collegamento soggetti pubblici e privati e conferma per la Toscana il ruolo di leader a livello nazionale per la presenza di Distretti biologici. In questa iniziativa si manifesta il valore aggiunto del territorio che riesce a creare una sinergia tra Comuni, agricoltori e comunità locali, facendone un perno per le politiche condivise su base territoriale e regionale”.

“Il riconoscimento del Distretto biologico del territorio fiorentino rappresenta un passo importante per rafforzare il ruolo dell’agricoltura biologica nella Toscana centrale e più in generale nel sistema rurale regionale – ha spiegato l’assessore regionale a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras I distretti bio sono strumenti fondamentali per promuovere modelli di sviluppo sostenibile, capaci di valorizzare le produzioni locali, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità per le imprese agricole. Per noi, sostenerli significa investire nella qualità, nel paesaggio e nella competitività del nostro sistema agroalimentare”.

I distretti biologici rappresentano il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodo biologico, sono 13 in totale quelli riconosciuti ed interessano 76 comuni, di cui 59 ricadenti nella cosiddetta Toscana diffusa e 5214 aziende agricole. Con l’approvazione della legge regionale 51 del 2019, la nostra è stata tra le prime Regioni in talia a dare un segnale forte di attenzione verso la sostenibilità. A maggio si terrà il prossimo tavolo regionale dei distretti biologici.

La legge regionale impone un vincolo: affinché il distretto nasca, almeno un terzo dei Comuni del territorio interessato deve aderire all’accordo; la norma obbliga le amministrazioni comunali al impegnarsi formalmente per adottare polia aive mirate alla tutela dell’uso del suolo; la riduzione della produzione di rifiuti; la difesa dell’ambiente; la promozione delle produzio na biologiche e lo sviluppo dell’agrobiodiversità.

“II riconoscimento ufficiale da parte della Regione segna un passaggio fondamentale per il Distretto biologico e per tutti i soggetti che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio – dichiara la sindaca di Scandicci Claudia Sereni – il Distretto è il risultato di un lavoro condiviso tra amministrazioni, realtà agricole, associazioni e istituzioni del territorio che hanno scelto di investire su un modello di sviluppo fondato sulla qualità delle produzioni, sulla tutela dell’ambiente e sulla valorizzazione del paesaggio agricolo. Per Scandicci questo traguardo rafforza un percorso già avviato negli ultimi anni per sostenere l’agricoltura biologica e promuovere una relazione sempre più stretta tra città e territorio rurale.”

Il soggetto referente del Distretto Biologico Fiorentino sarà Rete Semi Rurali, ente nazionale del terzo settore composto da 40 associazioni che lavorano per promuovere la biodiversità coltivata e l’agroecologia in agricoltura.

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