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“Oltre il Rinascimento” a Palazzo Medici Riccardi il dialogo tra Dürer, Parmigianino e Baselitz

Fino al 5 gennaio 2027 circa 150 opere in mostra a Firenze raccontano la grafica manierista europea attraverso la collezione di Georg Baselitz e i capolavori del Museo di Belle Arti di Budapest

Rinoceronte

È il segno, con le sue infinite possibilità espressive, il filo conduttore di “Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino”, la mostra che dal 10 settembre 2026 al 5 gennaio 2027 porta nelle sale di Palazzo Medici Riccardi a Firenze la straordinaria varietà della grafica manierista europea.

L’esposizione, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e organizzata dalla Fondazione MUS.E, è curata da Daniel Blau, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi e riunisce circa 150 opere provenienti dalla collezione privata di Georg Baselitz e dal Museo di Belle Arti di Budapest.

Il progetto si inserisce inoltre in un particolare dialogo con “Baselitz. AVANTI!”, la grande retrospettiva dedicata all’artista tedesco dal Museo Novecento, aperta fino al 13 settembre.

Se al Museo Novecento emerge il Baselitz artista, protagonista di oltre sessant’anni di ricerca e di una concezione della grafica come spazio autonomo di sperimentazione, a Palazzo Medici Riccardi si scopre invece il Baselitz collezionista e conoscitore dell’arte antica, attratto dalla libertà e dalle eccentricità del Manierismo.

Una mostra sorprendente che fa della sperimentazione, dell’eclettismo e del confronto i suoi elementi salienti

“Firenze ha avuto un ruolo profondo nella vita e nell’arte di mio padre – ha detto Daniel Blau, curatore della mostra e figlio dell’artista – senza i periodi trascorsi qui, sono certo che il suo lavoro sarebbe stato diverso. Amava moltissimo queste stampe e speravamo che potesse finalmente vederle esposte nella città che tanto amava. Non è stato possibile, ma come disse poco prima della sua scomparsa: “Lassù ci sarà sicuramente una piccola finestra aperta. Starò a guardare da lì”.

“Durante le fasi preparatorie della grande mostra “Baselitz. AVANTI!”, dedicata all’attività incisoria di Georg Baselitz e allestita al Museo Novecento, è nata l’idea di allargare lo sguardo alla sua straordinaria collezione di stampe, cogliendo una feliceoccasione: il Museo di Belle Arti di Budapest si apprestava infatti ad allestire un’esposizione dedicata a questo importante patrimonio di incisioni – ha spiegato Sergio Risaliti, curatore della mostra e direttore del Museo Novecento – Si è così aperta la possibilità di gettare un ponte tra due dimensioni solo apparentemente distinte, quella dell’artista e quella del collezionista, profondamente interconnesse da un comune denominatore: la grafica come luogo di invenzione, sperimentazione e conoscenza. La sede più naturale per questo progetto è parsa fin da subito Palazzo Medici Riccardi, dove Cosimo il Vecchio e Piero il Gottoso hanno posto, nel Quattrocento, le basi di quella cultura del collezionismo che avrebbe contribuito a definire la modernità. La straordinaria concomitanza tra “Baselitz. AVANTI!” al Museo Novecento e “Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino” a Palazzo Medici Riccardi permette di restituire al pubblico un ritratto bifronte di Georg Baselitz”. 

“Una mostra sorprendente che fa della sperimentazione, dell’eclettismo e del confronto i suoi elementi salienti – ha spiegato Valentina Zucchi, curatrice della mostra e responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi -. La ricchezza e la varietà di opere esposte, fra cui capolavori assoluti della grafica europea, consentono infatti di cogliere le possibilità offerte dalle tecniche incisorie tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, presentando il caleidoscopio di sensibilità e inclinazioni germinate – e circolate – in tutta Europa. Un’occasione per approfondire le anime multiple di quel Manierismo che, attingendo ai maestri rinascimentali, aprì nuove vie di espressione, composizione e resa artistica, tanto raffinate quanto dirompenti”.

L’agricoltura, Arcimboldo

Il percorso espositivo

Il nucleo della mostra nasce dalla collezione che Baselitz ha costruito nell’arco di oltre sessant’anni. Un interesse iniziato nel 1964, con l’acquisto della stampa Il sacrificio di Antonio Fantuzzi da Trento, derivata dal dipinto di Rosso Fiorentino conservato a Fontainebleau.

Da quella prima acquisizione è nata una raccolta che testimonia l’interesse dell’artista tedesco per le forme instabili, eccentriche e anticonvenzionali del Manierismo.

A unire epoche, artisti e sensibilità differenti in mostra è la centralità dell’incisione, presentata non come una pratica secondaria rispetto alla pittura ma come un vero laboratorio creativo.

Xilografie, acqueforti, bulini e puntesecche mostrano come la lavorazione della matrice e le diverse tecniche di stampa potessero produrre effetti lineari, tonali e chiaroscurali profondamente diversi.

È proprio attraverso queste sperimentazioni che gli artisti del Cinquecento mettono in discussione la tradizione e costruiscono nuove forme e nuove visioni, in un continuo scambio di modelli che attraversa l’Europa.

Proprio in quella libertà Baselitz ha riconosciuto una sensibilità vicina alla propria ricerca artistica.

Accanto alle opere sono allestite anche alcune teche con strumenti e apparati dedicati alle diverse tecniche incisorie, realizzate con la collaborazione della Fondazione Il Bisonte, per mostrare al pubblico i procedimenti e le diverse fasi della produzione di una stampa.

I protagonisti della mostra

In mostra troviamo celebri incisioni di Albrecht Dürer, tra cui il celebre Rinoceronte, e prosegue con una nutrita selezione di opere di Lucas Cranach il Vecchio.

Il percorso conduce quindi nel mondo della sperimentazione del chiaroscuro attraverso le opere di Domenico Beccafumi e Ugo da Carpi, autore del potente Diogene, per arrivare all’inventiva di Jacques Bellange.

Una sezione è dedicata alle fantasiose stampe derivate da un dipinto perduto di Giuseppe Arcimboldo.

Particolare attenzione viene poi riservata a Parmigianino e agli artisti che si confrontarono con la sua ricerca, soprattutto intorno all’opera di Raffaello e al tema della Deposizione di Cristo.

Il percorso attraversa quindi la produzione di alcuni dei principali protagonisti della grafica manierista italiana ed europea: da Andrea Mantegna ad Andrea Schiavone, dai francesi della scuola di Fontainebleau come Léon Davent, Geoffroy Dumonstier e Juste de Juste, fino ai tedeschi e fiamminghi Hans Sebald Beham e Hendrick Goltzius.

Tra i grandi sperimentatori del chiaroscuro figurano inoltre Andrea Andreani e Beccafumi.

Dalle collezioni del museo di Budapest arrivano anche importanti opere di Antonio del Pollaiolo e di Parmigianino, che accompagnano il racconto con alcuni dei suoi passaggi più significativi.

A chiudere idealmente il percorso sono le figure solitarie, monumentali o raccolte nella meditazione, che dialogano con le opere della scuola di Fontainebleau, prima del ritorno ai grandi maestri italiani del Rinascimento.

Palazzo Medici Riccardi

 

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