È una musica che non ama stare ferma, che attraversa generi, generazioni e geografie e che trova proprio nell’incontro la sua forma più autentica.
È questa la direzione di FLUX – Flussi di musica creativa, la rassegna curata da Toscana Produzione Musica che torna al PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 6 dicembre, con un programma dedicato alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea.
Giunta alla quinta edizione, FLUX propone sei appuntamenti, molti dei quali in prima italiana, mettendo in dialogo alcuni dei protagonisti della scena internazionale con musicisti e compositori italiani. Un percorso nel quale scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca si incontrano e si trasformano, guardando tanto alle grandi esperienze dell’avanguardia afroamericana quanto ai linguaggi più contemporanei.
A inaugurare la rassegna, domenica 18 ottobre, saranno Roberto Ottaviano e Rob Luft. Il sassofonista italiano, da cinquant’anni figura centrale del jazz nazionale, incontrerà il giovane chitarrista britannico, in un confronto tra esperienza e nuove generazioni.
Il 25 ottobre sarà invece la volta di “Birds”, il progetto del trombettista e compositore Tommaso Iacoviello, insieme a Nazareno Caputo al vibrafono, Nicolò Francesco Faraglia alla chitarra, Saverio Cacopardi alla batteria e Ferdinando Romano al contrabbasso. Un quintetto che parte dall’ascolto dei canti degli uccelli e dei suoni del bosco per trasformarli in materia musicale attraverso improvvisazione, song form e paesaggi sonori.
Nella stessa serata salirà sul palco il Jacopo Fagioli 4tet, guidato dal trombettista vincitore del Top Jazz 2025 come Miglior Nuovo Talento italiano. Il suo “Dialogue” affronta attraverso la musica il rapporto tra individuo e società, toccando temi come potere, crisi climatica, spiritualità, identità ed eredità culturale.
Il 1° novembre il programma si sposta sulle connessioni tra memoria, protesta e avanguardia. Marco Colonna, Gaia Schirò e Fabrizio Spera presenteranno “Bitter Crop”, un progetto che prende il nome dagli ultimi versi di Strange Fruit, il brano reso immortale da Billie Holiday, e attraversa gospel, protesta e free jazz.
A seguire, il piano solo di Aruán Ortiz con “Créole Renaissance”, una ricerca sulle connessioni culturali tra Caraibi, Africa, Europa e diaspora afroamericana. Nato a Santiago de Cuba e da anni residente a Brooklyn, Ortiz è una delle figure più originali del progressive jazz internazionale.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello dell‘8 novembre, quando al PARC arriverà Marc Ribot, chitarrista statunitense tra i più apprezzati della scena internazionale e collaboratore, tra gli altri, di Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso. Ribot sarà sul palco insieme alla bassista Farida Amadou e al percussionista Ches Smith, suo compagno nei Ceramic Dog, per una rara occasione di ascolto dal vivo.

Il 15 novembre sarà invece dedicato a due diverse espressioni della ricerca musicale. Si partirà dal solo della contrabbassista Silvia Bolognesi, in prima italiana, per arrivare agli Artifacts Trio, formato dalla flautista Nicole Mitchell, dalla violoncellista Tomeka Reid e dal batterista Mike Reed. Il trio nasce nel solco dell’AACM – Association for the Advancement of Creative Musicians, movimento nato a Chicago negli anni Sessanta e fondamentale per la storia della ricerca musicale afroamericana. La loro musica intreccia memoria dell’avanguardia, groove e improvvisazione contemporanea.
Il 22 novembre sarà la volta di Mary Halvorson, chitarrista e compositrice americana di Brooklyn considerata tra le voci più riconoscibili della nuova avanguardia jazz. Per l’unica data italiana del tour invernale, Halvorson presenterà Canis Major, il nuovo quartetto con il trombettista Dave Adewumi, il bassista Henry Fraser e il percussionista Tomas Fujiwara, progetto nato per valorizzare composizione, interplay e improvvisazione.
La chiusura, il 6 dicembre, sarà affidata a un incontro internazionale che riunisce il chitarrista filippino-americano Karl Evangelista e tre protagonisti della libera improvvisazione britannica: il pianista Alexander Hawkins, il contrabbassista John Edwards e il batterista Mark Sanders. Un nuovo quartetto nel quale free jazz e scrittura d’avanguardia si incontrano in una formazione pensata per trasformare energia, apertura e confronto in una musica nuova. La serata sarà completata dal solo del chitarrista Gabrio Baldacci.
Con FLUX, Toscana Produzione Musica conferma così la vocazione alla creazione e alla ricerca che guarda oltre i confini dei generi e mette al centro il valore dell’incontro. Una rete di artisti, linguaggi e percorsi differenti che trova nel PARC uno spazio di ascolto e condivisione, con l’obiettivo di costruire nuove possibilità per la musica contemporanea.
Tutti i concerti inizieranno alle 19. Le prevendite sono già attive su TicketOne e nei punti vendita Boxoffice.
