Il Glue riapre le porte e lo fa affidando l’inizio della nuova stagione a una band che in dieci anni ha fatto della contaminazione tra musica, immagini e sperimentazione la propria cifra.
Sabato 3 ottobre saranno i God of the Basement a inaugurare la nuova stagione del club fiorentino con una serata speciale che coincide con il decimo anniversario della formazione e con la presentazione del nuovo singolo “Canzone per i bambini buoni”, disponibile dal 2 ottobre su tutte le piattaforme digitali per Stock-a Production.
Un doppio appuntamento che racconta bene lo spirito dei GOTB, formazione nata a Firenze nel 2016 e composta da Tommaso Tiranno (voce), Enrico Giannini (chitarra e sampling), Rebecca Lena (basso e visual art) e Alessio Giusti (batteria).
In dieci anni la band ha attraversato alt-rock, elettronica, campionamenti e sperimentazione visiva, costruendo un linguaggio personale che dal debutto omonimo del 2018 è passato per Bobby Is Dead del 2021 fino a Whatever, pubblicato nel 2025 e caratterizzato anche dal passaggio alla lingua italiana.Il nuovo brano prosegue quella direzione con un suono istintivo e fisico, costruito su un beat primitivo e distorsioni potenti.
Al centro c’è la libertà di scegliere, anche quando a condizionare le nostre possibilità sono gli altri o noi stessi, e l’idea che un avvenimento apparentemente insignificante possa improvvisamente aprire prospettive inattese. Una tensione che nel brano prende anche una forma sonora precisa, mettendo in contrasto un urlo di frustrazione e una ninna nanna dolce e rassicurante.
Il singolo è stato mixato da Lorenzo Pellegrini degli Handlogic e masterizzato da Niccolò Caldini al Tearoom Mastering.
Ma è soprattutto il potente videoclip a trasformare questa idea in una vera esperienza visiva. A firmarlo è Rebecca Lena che ne ha curato la regia e l’ideazione. Una sorta di allucinazione rituale tutta al femminile, costruita attorno a cinque creature che incarnano contemporaneamente i cinque elementi della medicina tradizionale cinese e le diverse età dell’esistenza.
“Il video nasce dall’idea di raccontare il ciclo della vita non come una linea, ma come qualcosa che continuamente ritorna”, spiega Rebecca Lena. “L’Acqua, rappresentata da un abito nero, è la paura e coincide con la nascita; il Legno, incarnato da uno scheletro colorato, richiama la giovinezza e la rabbia; il Fuoco, rappresentato da un’elefantina rosa, è l’età adulta, la gioia e l’energia della passione sessuale; la Terra, attraverso la maschera di Polifemo, rappresenta la mezza età e la preoccupazione; il Metallo, infine, è lo scheletro bianco della vecchiaia e della nostalgia. E poi di nuovo l’Acqua, la morte, che coincide con la paura e apre nuovamente il ciclo. Non si tratta però di una successione rigida. Le diverse età possono sovrapporsi, tornare, convivere nello stesso momento, proprio come le stagioni dell’anno: l’Acqua è l’inverno, il Legno la primavera, il Fuoco l’estate, la Terra l’autunno e il Metallo un nuovo inverno.”
Il video nasce dall’idea di raccontare il ciclo della vita non come una linea, ma come qualcosa che continuamente ritorna
“La morte non è intesa come una fine, ma come una trasformazione di stato” racconta ancora Lena, e proprio questa trasformazione diventa il cuore del videoclip.
In scena ci sono Sara Vaccaro, Alessia De Vitis, Emilia Gistri, Giulia Lazzerini e la stessa Rebecca Lena, mentre i costumi sono di Giulia Pistolesi. Il risultato è un universo sospeso e selvatico, attraversato da una danza che richiama atmosfere da Il Signore delle Mosche e nel quale il simbolo dominante è il cerchio.
“La ciclicità degli eventi naturali ci aiuta a vivere meglio le cose che ci accadono – ci ha raccontato Rebecca – prendere coscienza del fatto che tutto ciò che è intorno a noi, compresi noi stessi, si evolve sempre, si trasforma in modo ciclico. Durante l’anno sperimentiamo psicologicamente la morte con l’inverno, la rinascita con la primavera, lo stato dell’età più passionale adulta che è l’estate e poi di nuovo la decadenza. Questo ci dà una sorta di conforto secondo me, questa ciclicità in un certo senso ci può confortare, non ci lascia in balia dell’incertezza.”
La serata del 3 ottobre sarà dunque una celebrazione dei dieci anni di attività dei God of the Basement. Sul palco, insieme alla band, saliranno Lorenzo Pellegrini (Handlogic) e Maria Cristina Galassi (Hate Moss – Stock-a Production), due nomi che fanno parte della rete di collaborazioni costruita dai GOTB nel corso del loro percorso.
Ad aprire la serata sarà Lazzaro, alter ego di Yuri Ginanni, attualmente in tour con il suo secondo album Feste di paese, mentre a chiudere sarà il dj set di RauJ (Digipur).
Un decimo anniversario che non guarda tanto indietro quanto alle possibilità di una nuova trasformazione. “Siamo molto impazienti di suonare al Glue- ha concluso Rebecca Lena – perché abbiamo voglia di festeggiare i nostri dieci anni di attività, approfittando di questo nuovo singolo e video. Ce la siamo presa un po’ comoda in questo ultimo anno per riflettere su quello che abbiamo passato in questi ultimi anni. Ci sono sempre tante nuove idee che vengono fuori per pezzi nuovi. Chiaramente a un certo punto ci metteremo al tavolino e delineeremo meglio la cosa, il concept e tutto.”
Sabato 3 ottobre, Glue, viale Manfredo Fanti 20, Firenze.
A chiudere, il dj set di RAUJ (Digipur)
Apertura porte ore 22:00
Ingresso con tessera soci 26/27 → https://tesseramento.gluefirenze.com/
